Episodio clamoroso accaduto durante la finale femminile degli US Open. Serena Williams ha avuto un acceso diverbio con l’arbitro Ramos, che le ha assegnato nell’ordine 3 warning: il primo per ‘coaching’ con il suo allenatore Mouratoglou; il secondo per aver spaccato la racchetta; il terzo per aver insultato l’arbitro. Il tutto si è poi trasformato nel penalty game che ha definitivamente ‘ammazzato’ la partita, regalando alla Osaka la chance per la vittoria finale. Rabbiosa e furente, Serena Williams ha chiarito la sua versione dei fatti: “non so ancora come mi sento. Non ho ancora avuto tempo per pensare a tutto quello che è successo. Sto cercando di rimanere positiva e di pensare a tutte le buone cose che ho fatto. Non si è trattato di coaching. Se guardo il mio box e loro dicono, ‘C’mon, brava’, non so cosa posso farci. Dopo quell’episodio non ho più guardato verso di loro. È un ladro perché mi ha tolto un punto. Secondo lui stavo imbrogliando, e invece no. L’ho chiamato ladro e mi ha penalizzato, molti tennisti lo fanno e non ha mai agito nello stesso modo. Cosa dirò a mia figlia Olympia quando sarà più grande su questa finale? Prima di tutto le dirò che ho lottato per ciò che credevo. Ho lottato per ciò che era giusto. A volte le cose nella vita non succedono nel modo in cui vogliamo, ma bisogna sempre essere grati e umili. L’arbitro ha influenzato il risultato finale? Questa è una bella domanda. Non lo so. Lei ha giocato molto bene e avrei dovuto fare molto per cambiare l’andamento del match. È difficile esprimersi perché lotto sempre fino alla fine e cerco sempre di rimontare. L’ho fatto tante volte nella mia carriera”.
US Open – La versione di Serena Williams: “arbitro ladro e sessista. Ecco cos’è successo. A mia figlia dovrò dire…”
Serena Williams prova a chiarire quanto accaduto in campo con l'arbitro Ramos: in conferenza stampa la tennista americana ha spiegato le ragioni della sua sfuriata

