Caso Djokovic, la famiglia è una furia: “è un attacco politico a lui e alla Serbia”

Continuano ad arrivare le reazioni sul caso Djokovic, la furia della famiglia del tennista serbo

Il caso Djokovic continua a tenere banco. Il tennista è rimasto bloccato 8 ore in aeroporto, è stato cancellato il visto con l’espulsione dall’Australia. Tutto è nato dalle discussione per l’esenzione dal vaccino concessa al numero uno al mondo per permettere la partenza per disputare gli Australian Open.

La situazione ha fatto infuriare la famiglia del tennista. Il padre ha tenuto una conferenza stampa. “Stanno calpestando la Serbia e tutta la sua gente. Il leader di quella terra lontana, Scott Morrison, ha osato attaccare ed espellere Novak prima ancora che raggiungesse il Paese. Avrebbero voluto mettere in ginocchio lui e tutta la Serbia. Ma noi siamo orgogliosi. Guardando la storia, non abbiamo mai attaccato ma ci siamo sempre difesi. Questo è quello che sta facendo Novak, che è il nostro orgoglio. Si sta difendendo dagli organizzatori, mostrando a tutti da che tipo di gente provenga”. 

Parole dure anche dal fratello del tennista. “La detenzione di Novak è il più grande scandalo diplomatico sportivo. Mio fratello è stato trattato come un criminale nonostante non abbia fatto del male a nessuno, non ha potuto in alcun modo contattare le autorità federali”. 

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