Quanto sta accadendo in Australia sta facendo discutere il mondo intero: Novak Djokovic è rimasto bloccato 8 ore in aeroporto ieri ed è stato trattato come un criminale.
Il serbo numero 1 al mondo di tennis si è visto cancellare il visto ed è stata disposta la sua espulsione dall’Australia. I legali di Djokovic sono riusciti ad ottenere una sospensione dell’espulsione fino a lunedì, quando si terrà una nuova udienza per capire come ‘trattare’ il tennista e se potrà restare o meno nella terra dei canguri per il primo Slam della stagione.
Il mondo, ovviamente, è diviso in due: ci sono coloro che pretendono che il tennista rispetti le regole e si vaccini contro il Covid-19 e quelli che, invece, credono che questo trattamento sia estremamente esagerato. Ciò che sembra molto esagerato è il trattamento riservato a Djokovic, trattato come i peggiori criminali.
Sicuramente le autorità hanno rispettato le regole che vigono in Australia, ma sembra tutto davvero esagerato: il tennista è stato isolato dal resto del suo staff e del suo team, è stato privato del suo cellulare, restituitogli solo dopo più di tre ore, ed è stato interrogato durante la notte.
Djokovic ‘vince’ in tribunale: potrà restare in Australia fino a lunedì
Sembra che Djokovic abbia presentato come causa di esenzione il superamento del coronavirus negli ultimi sei mesi, motivo che non figurava nell’elenco delle cause per entrare nel Paese senza vaccino.
Il caso è diventato una questione di stato e Djokovic è stato trasferito al Park Hotel di Melbourne, un alloggio riservato a detenuti ed immigrati, con oltre 30 di loro attualmente nella struttura. Durante la pandemia, nel 2020, è stato utilizzato come albergo di quarantena ed è classificato come un hotel “triste e orribile“.
