Un altro scandalo colpisce le Olimpiadi di Tokyo 2021, già scosse dal caos scoppiato un mese fa nei confronti di Yoshiro Mori, presidente del Comitato organizzatore dei Giochi costretto a dimettersi per alcuni commenti sessisti che hanno scatenato un putiferio a livello internazionale.

Questa volta, nell’occhio del ciclone è finito Hiroshi Sasaki, direttore creativo delle cerimonie di apertura e chiusura delle Olimpiadi di Tokyo, accusato di body shaming nei confronti di Naomi Watanabe, nota intrattenitrice giapponese per taglie forti. Stando a quanto riferito dai media nipponici, Sasaki avrebbe suggerito ai propri dipendenti di far presentare la Watanabe alla cerimonia di apertura vestita da maiale, apparendo come una ‘Olympig‘ in costume rosa.
Dimissioni

La divulgazione di queste rivelazioni ha scatenato un pandemonio in Giappone, propagatosi poi a livello planetario. Una situazione divenuta immediatamente incontrollabile, che ha spinto Hiroshi Sasaki a rassegnare le proprie dimissioni e a lasciare il suo ruolo di direttore creativo delle Olimpiadi di Tokyo. Il 66enne specialista della pubblicità ha avanzato le proprie scuse nei confronti di Naomi Watanabe, ammettendo di aver espresso un commento molto inappropriato: “la mia idea sarebbe stata un enorme insulto per la signora Naomi Watanabe. Me ne pento dal profondo del cuore e chiedo scusa a lei e a tutti coloro che si sono sentiti a disagio per questo“. Nella tarda serata di ieri, Sasaki ha informato il ministro delle Olimpiadi di Tokyo Seiko Hashimoto che si sarebbe dimesso, nel frattempo il Comitato organizzatore di Tokyo 2020 ha convocato una conferenza stampa per affrontare la questione.
Lo scandalo Yoshiro Mori

Quello di Hiroshi Sasaki è il secondo scandalo che colpisce il Comitato di Tokyo 2020 dopo quello di Yoshiro Mori, costretto a dimettersi per alcune frasi sessiste rivolte nei confronti delle donne. Mori si era lasciato scappare, nel corso di una riunione del Comitato Olimpico giapponese (JOC), che le donne parlano troppo in occasione dei consigli di amministrazione. Parole che hanno scatenato una bufera mediatica sull’ormai ex presidente del Comitato organizzatore di Tokyo 2020, costretto a dimettersi in un periodo complicato per la programmazione dei Giochi.

I pianificatori olimpici giapponesi stanno infatti lottando con tutta una serie di problemi, tra cui la pandemia di coronavirus e i costi record, per questo motivo avrebbero fatto volentieri a meno di tutti questi scandali abbattutisi a pochi mesi dalle Olimpiadi. Situazioni che non fanno bene né al Giappone e né allo Sport, che rischiano davvero di rovinare tutti quegli sforzi compiuti finora per riacquistare un briciolo di normalità in un periodo complicato per l’intero pianeta.


