NBA, top & flop della regular season: Eastern Conference, sorprese da favola e delusioni cocenti

NBA, prima di tuffarsi nei playoff diamo un'occhiata alla regular season con tutti i top ed i flop della Eastern Conference

La regular season NBA va in archivio. Nella notte si è giocata infatti l’ultima gara ed ora si partirà con i playoff che si prevedono essere intensi come raramente è stato nelle ultime annate. Prima di dedicarci alla postseason però, andiamo ad analizzare il meglio ed il peggio di quanto visto in stagione regolare, in questo caso guardando alla Eastern Conference (dopo aver analizzato anche la Western Conference), ricca di sorprese e delusioni abbastanza inattese.

NBA, il meglio della Eastern Conference

  •  I Boston Celtics. La squadra di coach Brad Stevens ha dimostrato di avere un sistema capace di funzionare al di là dell’impatto dei propri big. Gli infortuni hanno devastato Boston per tutta la durata della stagione, partendo dai primi minuti dell’anno con il ko di Hayward, terminando con il forfait di Irving. Nonostante tutto i Celtics hanno messo in mostra un gran basket, con un Tatum che si proietta verso il gotha dell’NBA, un giocatore favoloso.
  • simmons nba
    LaPresse/Reuters

    Ben Simmons. Probabilmente il rookie dell’anno, anche se a Utah qualcuno potrebbe non essere d’accordo. Un giocatore totale, moderno, capace di viaggiare spesso e volentieri in tripla doppia. Dopo i tanti problemi fisici qualcuno riponeva qualche dubbio sul buon Ben, il quale però ha risposto a tono. I Sixers terzi ad Est hanno beneficiato della sua esplosione.

  • Impossibile non citare tra le ‘top’ dell’Est i Toronto Raptors. Anche quest’anno non hanno rubato l’occhio, ma la solidità di questa squadra fa sì che sia sempre lì a lottare per il vertice, staremo a vedere se farà il salto di qualità ai playoff dato che al secondo turno potrebbe affrontare LeBron.
  • Victor Oladipo. In pochi avrebbero previsto Indiana al 5° posto ad Est dopo l’addio di Paul George. Ai Pacers è arrivato in cambio Oladipo, bistrattato e sottovalutato. Quest’ultimo però ha risposto con un’annata d’altissimo livello: 23 punti di media (8° in NBA) e primo nella lega per palle recuperate con 2,36 ad allacciata di scarpe.
  • LeBron James lo mettiamo tra i top, anche se farà discutere. Può una squadra essere tra i flop ed il suo top player tra i top? Istintivamente verrebbe da dire di no, ma in questo caso non possiamo esimerci dal sottolineare un’annata ‘personale’ da urlo per il Re. 27,5 a gara con il 54% dal campo, 9 assist ed 8,6 rimbalzi di media. Come si potrebbe non tener conto di LeBron?

NBA, il peggio della Eastern Conference

  • love cavs
    LaPresse/REUTERS

    Se LeBron sta tra i top della Eastern Conference, i Cavs vengono inseriti “stranamente” tra i flop. Sì perchè le colpe dell’annata sottotono da parte della squadra di Cleveland non sono da addebitare a James. Caos totale creato dalla società con una costruzione del roster non certo idoneo. Una parziale pezza è stata messa a febbraio. Anche Lue ha diverse colpe, non avendo dato alcuna impronta alla squadra, allenata di fatto da LeBron.

  • Blake Griffin sottotono. Il suo passaggio dai Clippers a Detroit sembrava dover spaccare l’Est, ma così non è stato. Il big man ha visto scendere le proprie statistiche: 2 rimbalzi in meno a partita, percentuale dal campo crollata al 43,8% rispetto al 50,8 tenuto in carriera. I numeri però dicono solo una parte di quanto non è andato per il verso giusto per Griffin.
  • Il dramma Knicks. New York continua ad essere confusa. Altra stagione nella quale il record è stato pessimo e la ricostruzione non è stata convincente, anzi tutt’altro. Porzingis ha retto il colpo ad inizio annata, sino al brutto infortunio che lo ha messo ko. In soldoni, si può anche accettare un’annata per ricostruire, ma la situazione salariale non è eccelsa ed il futuro sembra essere grigio. Per la cronaca, esonerato Hornacek.
  • Gli Wizards continuano a vivere nel ‘limbo’. Washington vola ancora ai playoff, da ottava in questa stagione. Si potrebbe comunque lodare la squadra di Wall e Beal, ma qualcosa non torna. Non sono stati fatti passi avanti, miglioramenti. Il processo è fermo, anzi, sembra fare passi indietro. Senza Wall poi la squadra è sembrata più fluida, un paradosso forse, ma è parso proprio così. Un passo indietro per Washington.
  • Infine potremmo fare una carrellata delle squadre che hanno appositamente tankato. Dai Magic ai Bulls, passando per Atlanta. Lì in fondo c’è tanta tristezza cestisticamente parlando. Staremo a vedere chi avrà le idee giuste per rifondare in maniera compiuta e chi farà un ulteriore buco nell’acqua. Il quinto flop ad Est se lo aggiudicano però gli Hornets, ancora una volta deludenti. Michael Jordan non riesce a far decollare la sua franchigia, spendendo ben 116,562,549 dollari di stipendi, salary cap destinato a salire nella prossima stagione. Insomma, una situazione non idilliaca.