L’Androni Sidermec, per il secondo anno consecutivo, non parteciperà al Giro d’Italia. Una decisione inattesa presa da RCS Sport, perché nell’anno del centenario una squadra italiana in più avrebbe fatto comodo per il ciclismo azzurro. La squadra sta facendo bene alla Vuelta al Tachira, che si sta svolgendo in Venezuela, e ha già colto una vittoria con Raffaello Bonussi nella prima tappa.
Una delusione molto grande che ha portato Mario Androni a dire: “lo scorso anno avevo fatto una valutazione, avevo stabilito che in caso di mancato invito anche nel 2017 la mia esperienza sponsorizzativa nel ciclismo sarebbe terminata”. Anche il direttore sportivo dell’Androni Sidermec, Gianni Savio, ha sbottato su Facebook scrivendo sulla pagina ufficiale: “una grande ingiustizia, sia sotto il profilo morale, sia sotto l’aspetto sportivo”.
Gianni Savio ha scritto una lettera aperta sulla pagina dell’Androni Giocattoli ribattendo le parole del direttore operativo Mauro Vegni:
“Per una questione di corretta informazione nei confronti degli appassionati di ciclismo, dei nostri sostenitori, dei nostri sponsor, atleti e staff, non posso esimermi dal replicare alle dichiarazioni di Mauro Vegni in merito alle motivazioni circa l’assegnazione delle Wild Card.
Indiremo una conferenza stampa al mio rientro dal Venezuela, per esporre in maniera dettagliata i motivi che ora anticipiamo, per cui riteniamo si tratti di una vera ingiustizia.
Le dichiarazioni rilasciate da parte di Mauro Vegni a seguito delle sue decisioni accrescono ancora di più questo senso di ingiustizia che proviamo per l’esclusione dal Giro d’Italia. Riteniamo che, per quanto concerne la nostra squadra, addirittura alterino la realtà del fatti.
Da quando vige il sistema dell’assegnazione delle Wild Card siamo stati esclusi dalla Corsa Rosa per due edizioni, nel 2007 e nel 2016. In entrambi i casi abbiamo abbiamo accettato le decisioni di RCS Sport, partecipando con il nostro solito spirito alle altre corse per le quali avevamo ricevuto l’invito, consapevoli del valore tecnico delle formazioni di allora. Questo dimostra oggettivamente che non è vero che la nostra squadra abbia condizionato la propria esistenza alla partecipazione al Giro d’Italia! Ma quest’anno l’esclusione dal Giro d’Italia è insostenibile.
Nel 2016 Mauro Vegni ha motivato l’esclusione della nostra squadra parlando di un turnover da applicare, considerate le numerosi formazioni italiane. Per quest’anno ritenevamo logico che il turnover dovesse toccare a un’altra squadra, fermo restando lo stesso valore tecnico delle squadre in questione. E abbiamo allestito una formazione, proprio in funzione del Giro d’Italia, che non è oggettivamente assolutamente inferiore alle altre professional, anzi!
Ma non ci siamo limitati a confidare nel turnover, ovviamente. Abbiamo realizzato un Progetto oggettivamente valido. Abbiamo affiancato al giovane talento colombiano Egan Bernal dei corridori tecnicamente all’altezza delle altre formazioni. Abbiamo ingaggiato i migliori Under 23 azzurri per arricchire il livello tecnico della squadra e creare un trampolino di lancio internazionale per nuovi talenti. Si tratta di un progetto vero, oggettivamente valutabile.
Ma evidentemente esistono due pesi e due misure.
Se poi le scelte sono state effettuate su basi politico/commerciali, ogni commento in merito sarebbe superfluo. Si tratta di una conferma della constatazione che siamo di fronte a un’ingiustizia sotto l’aspetto sportivo.
Per ora ringrazio di cuore coloro che ci hanno espresso la loro solidarietà e a tutti i tifosi dico che non mi arrendo, e che continuerò a lottare a testa alta contro ogni forma di ingiustizia”.
Gianni Savio

