Basta morti nelle strade: ecco perchè il decreto salvaciclisti è fondamentale

Il decreto salvaciclisti è fondamentale per evitare che ci siano altri cicloamatori muoiono per le strade

LaPresse/Daniele Badolato
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La disgrazia di Michele Scarponi ha portato alla luce un grande problema nelle strade italiane. La cultura della bicicletta in Italia viene apprezzata solo in televisione o quando ci sono grandi eventi come il Giro d’Italia, Milano-Sanremo, Tirreno-Adriatico, Giro di Lombardia e poche altre grandi corse.

Eppure ci sono ciclisti professionisti che fanno gioire gli italiani: Peter Sagan, Vincenzo Nibali, Chris Froome, Nairo Quintana (per citarne alcuni) oppure grandi del passato come Marco Pantani, Miguel Indurain e Moser, Saronni… La sicurezza nelle strade per i ciclisti è davvero ai limiti della decenza. Tra guardrail, segnali messi male e soprattutto alcuni automobilisti poco attenti, le strade sono più un cimitero che un percorso adatto ai cicloamatori.

LaPresse/Settonce Roberto
LaPresse/Settonce Roberto

Nei centri abitati percorrere la strada su unica ?la è rimesso alla decisione del ciclista in base alle condizioni della circolazione, fuori dai centri abitati diviene un obbligo, salvo che uno di essi sia minore di 10 anni e proceda a destra del conducente più grande – ha dichiarato Roberto Sgalla, Direttore Centrale delle Specialità della Polizia di Stato – Però bisogna sempre stare in fila indiana. Ogni singolo ciclista è un conducente individuale responsabile del proprio comportamento”. 

Per aiutare i ciclisti si sta cercando di regolamentare il codice della strada. Il decreto salvaciclisti è una valida soluzione per evitare altri morti per le strade. Dobbiamo stabilire l’attaccapanni normativo, se il codice della strada che riprende il suo percorso a giorni al senato oppure una forma di decretazione d’urgenza. Rimane l’urgenza dell’oggetto, perché l’utenza debole nella quale rientrano i ciclisti accanto ai pedoni ed ai motociclisti, ha un numero di morti e di incidentati sulla strada decisamente troppo alto. E bisogna porvi rimedio”, dichiarò il viceministro delle Infrastrutture e dei Trasporti Riccardo Nencini.

Anche Michele Scarponi aveva a cuore la questione dei corridori nelle strade: “io sono sempre amico di tutti i ciclisti, quando esco sto volentieri con chi incontro e mi domandano di tutto. Io dal canto mio consiglio sempre di tenersi a destra, perché le strade non sono sicurissime, ma devo dire che molti sono bravissimi…”.

legge salvaciclistiChe cos’è la legge “salvaciclisti”? Il drecreto è stato sottoscritto da 62 Senatori: il disegno di legge depositato dal senatore Michelino Davico (GAL), che sarà presentato nel corso della conferenza stampa in programma giovedì 16 marzo nella sala stampa della Camera dei Deputati, ha già raccolto il consenso trasversale dei politici italiani di tutti gli schieramenti che si sono dimostrati sensibili al tema della sicurezza stradale. La modifica all’art. 148 del Codice della Strada porterà gli automobilisti a rispettare la distanza laterale di 1,5 metri in caso di sorpasso di un ciclista e, nelle intenzioni del legislatore, mira a ridurre i 250 decessi e gli oltre 16.000 feriti tra i ciclisti che si registrano, ogni anno, sulle nostre strade.

LaPresse/Settonce Roberto
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Si spera che una situazione come quella subita da Michele Scarponi non si ripeta più nelle nostre strade e gli automobilisti siano più educati alla guida. Perdere 30 secondi a “causa di un rallentamento provocato da un ciclista” per un automobilista non è minimamente paragonabile ad una morte di una persona. Il cicloamatore va tutelato, non screditato.