Plusvalenze, inizia il processo: le maxi-richieste ai dirigenti e i rischi di penalizzazione o esclusione, come potrebbe cambiare la classifica

Sono arrivate le prime richieste da parte della Procura Federale sul caso plusvalenze che ha travolto il calcio italiano

E’ iniziato il processo a Roma sul caso plusvalenze che ha travolto il calcio italiano. Nel mirino sono finite le plusvalenze di alcuni club di Serie A, B e C. Le società avrebbero sovrastimato la valutazione di alcuni calciatori per sistemare il bilancio e, in alcuni casi, il comportamento sarebbe stato determinante per l’iscrizione al campionato. A rischiare sono 11 società, fra le quali 5 del campionato di Serie A: Juventus, Napoli, Sampdoria, Empoli e Genoa. In totale sono 62 i dirigenti, con i presidenti delle squadre coinvolti. Ma i rischi più grossi sono di Parma e Pisa, due squadre che disputano il campionato di Serie B. Nel deferimento viene infatti citato il comma 2 dell’articolo 31 del Codice di giustizia sportiva che prevede penalizzazione o addirittura esclusione dal campionato: secondo l’accusa l’aver gonfiato il valore delle plusvalenze è stato determinante per Parma e Pisa per l’iscrizione ai campionati. Circostanze che non si sono verificate per gli altri club. In Serie A il rischio massimo è quello di multe pesantissime e squalifiche per i dirigenti coinvolti.

Le richieste della Procura

Elkann Agnelli
Foto di Alessandro Di Marco / Ansa

Sono pesantissime le richieste della Procura, soprattutto per i dirigenti della Juventus. Per Paratici, sono stati chiesti 16 mesi e 10 giorni di inibizione, per Cherubini 6 mesi e 20 giorni, per Andrea Agnelli 12 mesi, per Nedved 8 mesi così come Arrivabene. Per la società 800 mila euro. Per quanto riguarda il Napoli chiesti 11 mesi e 5 giorni per il presidente De Laurentiis, 6 mesi e 10 per la moglie, il figlio Edoardo e la figlia Valentina, per Chiavelli 9 mesi e 15 giorni e 329 mila euro per il club. Il processo andrà avanti anche giovedì e venerdì con le sentenze previste subito dopo Pasqua. Dopo il primo grado, la sentenza della Corte d’appello è attesa per metà maggio, infine l’ultimo grado presso il Coni.

La situazione in Serie B e il rischio di ribaltoni in classifica

La situazione più delicata riguarda Parma e Pisa, il provvedimento nei confronti dei due club potrebbe portare ribaltoni di classifica. La richiesta dovrebbe essere quella di una penalizzazione importante e deve essere afflittiva, ovvero provocare un danno alla classifica delle società coinvolte, anche nella prossima stagione. Il rischio è anche quello della retrocessione o esclusione dal campionato.

Plusvalenze, sospiro di sollievo per Parma e Pisa: tutte le richieste della Procura

Caso 1 per Parma e Pisa: sentenza favorevole e nessuna sanzione, al massimo una multa e squalifiche nei confronti dei dirigenti 

Caso 2 per Parma e Pisa: esclusione dal campionato o retrocessione. In questo caso cambierebbe anche la classifica del campionato di Serie B con novità soprattutto in chiave playoff e playout. 

Come sarebbe la classifica 

1- LECCE 65
2- MONZA 63
3- CREMONESE 63
4- BRESCIA 61
5- BENEVENTO 60
6- ASCOLI 55
7- FROSINONE 54
8- PERUGIA 49
9- CITTADELLA 48
10- TERNANA 47
11- COMO 44
12- REGGINA 44
13- SPAL 34
14- ALESSANDRIA 29
15- COSENZA 25
16- VICENZA 25
17- CROTONE 21
18- PORDENONE 17
19- PISA 0
20- PARMA 0

Caso 3: pesante penalizzazione per Parma e Pisa che dovrà essere afflittiva, ovvero provocare un danno alla classifica delle società coinvolte. In questo caso l’entità della penalizzazione verrà determinata in base alle norme vigenti dai decisori federali. 

AGGIORNAMENTO: La procura federale della Figc, guidata da Giuseppe Chiné, ha chiesto nei confronti del Parma una ammenda di 338.000 euro. Per l’ex ad dei gialloblù, Luca Carra, chiesti 14 mesi e 5 giorni, per il presidente Pietro Pizzarotti 10 mesi e 15 giorni. Chiesta una ammenda di 90 mila euro anche per il Pisa, altro club di B coinvolto nell’inchiesta. Per l’ad della società toscana Giovanni Corrado chiesti 7 mesi e 10 giorni, per il presidente Giuseppe Corrado la richiesta è di 10 mesi.