Il finale di Cagliari-Juventus continua a fare discutere. Dopo il gol di Moise Kean, con relativa esultanza polemica contro una parte del pubblico della Sardegna Arena che lo ha fischiato per gran parte della gara, la situazione è degenerata. Fischi e ululati, di presunta matrice razzista, hanno bersagliato lo stesso Kean e Blaise Matuidi fino al triplice fischio dell’arbitro. Nè l’intervento dei giocatori (anche del Cagliari) nè il monito dello speaker, sono serviti a far cessare la protesta.
Intervenuto ai microfoni di Sky Sport, il presidente del Cagliari, Tommaso Giulini, ha difeso la sua tifoseria parlado di moralismo, piuttosto che di razzismo, e dando la colpa a Kean per la sua esultanza polemica: “mi dispiace perché ho sentito troppi moralismi. Se avesse segnato Bernardeschi sarebbe successa la stessa cosa. Fino al gol non era successo niente. Non strumentalizzate la cosa. Kean ha sbagliato e me lo hanno detto anche i giocatori della Juve. Il Cagliari rifiuta le accuse di razzismo. Io ho sentito soprattutto dei fischi, sarebbero arrivati ugualmente a tutti gli altri giocatori. Se ci sono stati degli ululati sono da condannare”.
‘Accuse’ di moralismo che non sono andate giu a Lele Adani che, aveva già perso le staffe nel post partita e, dagli studi di Sky Sport ha risposto per le rime: “l’attacco non era elegante. Ok, i moralisti la ascoltano. Se mi dai del moralista non posso rimandartelo. Se posso ribattere il Cagliari è una società seria che sta crescendo, una zona meravigliosa non solo per il calcio, io a Cagliari vengo con il cuore aperto e per questo mi offendi, presidente, se mi dai del moralista. Perché critico 100-200 coglioni che fanno ‘buu’ a Matuidi, Alex Sandro e a Kean? Per questo? Secondo me sei stato offensivo, poi io la tua situazione la rispetto perché tu difendi la tua gente e il tuo club e lotti per il bene del Cagliari, ma non puoi dare del moralista a me. Moralista a me non lo dice nessuno. Chi fischia un giocatore di colore va cacciato e stop, non mi faccio dare del moralista da nessuno”.
