Triplice fischio, il tabellone della Kazan Arena segna un risultato clamoroso: Brasile-Belgio finisce 1-2. La squadra verde-oro, considerata come una delle favorite per la vittoria finale dei Mondiali di Russia 2018, si è fermata ai quarti di finale.

Senza nulla togliere al Belgio, squadra piena di talenti che uniscono fisico e classe, il mix perfetto ‘anti-Brasile’, va sottolineato come la formazione sudamericana sia stata tradita dai suoi talenti principali. Esaltato nelle vittorie, messo alla gogna nelle sconfitte, Neymar è finito nel mirino della critica per l’ennesima prova sottotono. Il numero 10 del Brasile non è riuscito a guidare i suoi al successo, randellato più volte dagli avversari, ingabbiato nella marcatura e fermato dalla sfortuna nei momenti dell’assist o della conclusione decisiva. Nonostante tutto, la prova di Neymar non è stata così negativa come la critica vuole far credere: se è certo che da Neymar sia lecito aspettarsi di più, è anche vero che non è stato lui la delusione più grande del Brasile.

Questo speciale ‘riconoscimento’ va senza dubbio a Gabriel Jesus. L’attaccante del Manchester City doveva essere l’attaccante che al Brasile mancava dai tempi di Luis Nazario de Lima, in arte Ronaldo. Un paragone pesantissimo, le cui attese non sono state rispettate. Nonostante Gabriel Jesus unisca talento, dribbling e senso del gol come il ‘Fenomeno‘ e abbia impressionato con 13 gol nella sua prima esperienza in Premier League, lo score al Mondiale recita un misero 0. Nessun gol per la punta di diamante del Brasile, rimasto a secco per 5 partite, a differenza dei colleghi Neymar e Coutinho, migliori marcatori in coabitazione con 2 reti, ma anche delle riserve Firmino e Renato Augusto (1 gol a testa). Se da Neymar è lecito aspettarsi qualcosa in più, da Gabriel Jesus ci si aspettano almeno un paio di gol. Il paragone con Ronaldo può attendere, l’attacco del Brasile no.

