Belgio trascinato dai big, Brasile tradito dai leader: a che servono le stelle se non illuminano notti del genere?

Il Belgio supera 1-2 il Brasile nella seconda sfida dei quarti di finale dei Mondiali di Russia 2018: verde-oro traditi dai propri big, sono De Bruyne e compagni a fare la differenza

Dopo la vittoria della Francia sull’Uruguay nella prima sfida dei quarti di finale, il programma dei Mondiali di Russia 2018 prosegue con la super sfida serale fra Belgio e Brasile. Nonostante i favori del pronostico, il Brasile torna a casa sconfitto per 1-2, raccogliendo l’ennesima delusione di un passato recente che non sorride alla squadra verde-oro.

AFP PHOTO / EMMANUEL DUNAND

Emblematico il primo tempo della sfida, nel quale il Belgio passa in vantaggio con un autogol di Fernandinho e poi raddoppia con De Bruyne, ma a preoccupare maggiormente è l’atteggiamento del Brasile. L’uno-due manda mentalmente ko i sudamericani che si disuniscono e subiscono l’arrembaggio del Belgio. Negli occhi dei tifosi sembra di rivedere il triste spettacolo di 4 anni fa, il Mineirazo di Belo Horizonte, il clamoroso 7-1 subito dalla Germania. Fortunatamente il Belgio non è così cinico da trovare il gol del ko, ma anzi nella ripresa difende il risultato.

AFP PHOTO / BENJAMIN CREMEL

Il forcing del Brasile si ferma al solo gol di Renato Augusto, entrato dalla panchina per dare la scossa nel finale. Già, la scossa di una riserva, 30enne del Beijing Guoan capace di fare ciò che Neymar, Coutinho e Gabriel Jesus non sono riusciti a fare per 90 minuti. Brasile tradito dalle sue stelle: Neymar cascatore inefficace e fumoso; Coutinho anonimo e impreciso quando serve, particolarmente nel finale; Gabriel Jesus impalpabile e con le polveri bagnate. L’assenza di Casemiro, vero equilibratore della squadra e collante fra i reparti fa il resto. Mentre da una parte la luce si spegne proprio quando serve, dall’altra il Belgio mette in mostra un mix di spettacolo e pragmatismo. De Bruyne e Hazard sono due talenti straordinari, ma inseriti in un preciso schema tattico: il primo lega i due reparti, rifinisce il gioco e segna anche il gol del raddoppio. Il secondo apre il campo con i suoi strappi sull’esterno e fa reparto da solo nel finale. La solidità del Belgio si rispecchia infine in Lukaku: un carro armato che unisce potenza fisica e talento, in grado di lavorare ogni pallone spalle alla porta, ma anche di fare la giocata decisiva quando serve. Il Belgio accede meritatamente in semifinale, al Brasile si è spenta la luce proprio nel momento decisivo: ma a cosa servono le stelle se non illuminano notti del genere?