Juve, le fasi dell’indagine: il blitz della Gdf e le ombre sulla cessione di Ronaldo

Tutte le fasi dell'indagine sulla Juventus, le contestazioni nei confronti del club bianconero e l'apertura dell'indagine

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E’ un momento di grande preoccupazione in casa Juventus, la notizia delle dimissioni del Cda bianconero e del presidente Agnelli non è di certo passata inosservata. E’ stato nominato il nuovo presidente e sono in arrivo altre novità dal punto di vista societario e sportivo.

Il futuro è ancora tutto da valutare, sono in arrivo novità anche sull’inchiesta che spaventa i tifosi. Il club rischia dall’ammenda alla retrocessione. Di cosa è accusato il club bianconero? Andiamo con ordine. Il primo passo delle indagini sulla Juventus risale esattamente un anno fa: nel novembre del 2021, la Guardia di finanza perquisisce le sedi di Torino e Milano del club per reperire documentazione in relazione ai bilanci dal 2019 al 2021 con riferimento alla compravendita dei calciatori e alla formazione dei bilanci.

Le attività riguardano le ipotesi di reato di false comunicazioni delle società quotate ed emissione di fatture per operazioni inesistenti, nei confronti dei vertici del club e dei direttori delle aree business, financial e gestione sportiva. Sotto la lente d’ingrandimento anche le operazioni di trasferimento di calciatori e prestazioni rese da alcuni agenti coinvolti nelle operazioni. Nei confronti della società si ipotizza il profilo di responsabilità amministrativa da reato, previsto nel caso in cui una persona giuridica abbia tratto vantaggio dalla commissione di specifici illeciti.

L’attività viene comunicata alla Consob e alla Procura federale della Figc e prende il via l’inchiesta chiamata ‘Prisma’. Tra gli indagati, il presidente della Juventus Andrea Agnelli, il suo vice Pavel Nedved e l’ex responsabile dell’area sportiva Fabio Paratici.

Agnelli, Nedved e Paratici
Foto di Maurizio Brambatti / Ansa

Nel decreto di perquisizione si parla di “indizi precisi e concordanti per ritenere che i valori sottesi ai trasferimenti in questione non siano stati oggetto di una fisiologica trattativa di mercato ma che si sia di fronte a operazioni sganciate da valori reali di mercato, preordinate e attestanti ricavi meramente contabili in ultima istanza fittizi”. E, secondo i pm, “da ciò conseguono evidenti ricadute in tema di bilancio e di rappresentazione veritiera e corretta della situazione patrimoniale, economica e finanziaria della societa’“.

Si procede con la perquisizione di documenti e scritture private. In particolare una scrittura attestante la sussistenza di un “obbligo non federale” a carico dell’Atalanta, nell’ambito della doppia operazione di trasferimento dei calciatori Demiral e Romero, e una scrittura privata definita “la carta famosa che non deve esistere teoricamente”, riguarda il rapporto contrattuale e gli arretrati da versare a Cristiano Ronaldo.

Secondo le informazioni degli inquirenti le plusvalenze contabilizzate dalla Juventus nei bilanci degli ultimi tre anni ammontano a circa 323 milioni di euro, con le analisi delle singole transizioni che avrebbe evidenziato “la ricorrenza di manifesti profili di anomalia”. Secondo i magistrati nella maggior parte dei casi si tratterebbe di operazioni considerate “a specchio”, realizzate mediante uno scambio contestuale di calciatori dove, a fronte di una o più cessioni, sono state disposte una o più acquisizioni, ottenendo così operazioni “a somma zero” tra le parti “con conseguente assenza di movimento finanziario e presenza di un duplice effetto positivo sui bilanci della cedente e della cessionaria”.

Nel mirino anche numerose cessione dei giovani calciatori dell’Under 23 “con corrispettivi rilevanti e fuori range rispetto a calciatori di medesimo livello e categoria” e cessioni/acquisizioni realizzate in prossimità della scadenza contrattuale. La Juventus esce allo scoperto, il 27 novembre pubblica un comunicato e specifica che “sta collaborando con gli inquirenti e con la Consob e confida di chiarire ogni aspetto”. La Juventus puntualizza ancora: “in relazione all’aumento di capitale in opzione deliberato dall’Assemblea degli Azionisti in data 29 ottobre 2021, si conferma la tempistica resa nota con comunicato del 22 novembre 2021 e l’avvio dell’offerta in opzione e della negoziazione dei diritti di opzione a partire dal 29 novembre 2021”.

A dicembre si registra il blitz della Guardia di Finanza nella sede del club, nel registro degli indagati si aggiunge il nome di Cesare Gabasio, general counsel della società. Un approfondimento riguarda il trasferimento di Cristiano Ronaldo al Manchester United.

Si legge che Cr7 è stato ceduto al club inglese al prezzo di 15 milioni di euro, con la possibilità che il valore possa incrementarsi al massimo di altri 8 milioni, al raggiungimento di determinati obiettivi sportivi. La società avrebbe omesso di esporre gli effetti di una scrittura privata che Cesare Gabasio definisce in una conversazione telefonica con Federico Cherubini, responsabile dell’area sportiva del club, una “carta famosa che non deve teoricamente esistere”.

Poi sotto la lente d’ingrandimento è finita la gestione degli stipendi ai calciatori durante la prima fase della pandemia. La Juventus sostiene che i giocatori avrebbero rinunciato ad alcune mensilità, mentre per la Procura il credito sarebbe stato solo differito e, di conseguenza, il debito andava iscritto a bilancio. Poi la conclusione delle indagini e i reati contestati sono falso nelle comunicazioni sociali e false comunicazioni rivolte al mercato.

Secondo i magistrati, questi comportamenti avrebbero determinato, per l’esercizio 2018, una perdita pari a 39 milioni 896 mila euro, anziché di 84 milioni 506 mila euro, mentre nel 2019 la perdita dichiarata e’ stata di 89 milioni 682 mila euro anziche’ di 236 milioni 732b mila euro e nel 2020 di 209 milioni 514 mila euro anziche’ di 222 milioni 477 mila euro.