“Magicamente ha corso in 9.80 a Tokyo”, Jacobs accusato di doping: l’assurdo processo mediatico dei rosiconi inglesi

Il Washington Post e il Times hanno accusato indirettamente Marcell Jacobs di aver vinto la finale dei 100 metri alle Olimpiadi di Tokyo grazie al...doping

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Nemmeno il tempo di godersi la gloria, arrivata grazie all’oro olimpico conquistato nei 100 metri alle Olimpiadi di Tokyo, che Marcell Jacobs deve fare i conti con furiose polemiche che lo riguardano in prima persona. A poche ore dal suo trionfo nella gara regina dei Giochi, lo sprinter di Desenzano del Garda finisce nel mirino del Washington Post, che lo lo definisce ‘Obscure Italian from Texas‘ alludendo non solo alla sua scarsa fama internazionale. Secondo il famoso quotidiano americano “la storia recente dell’atletica mondiale è disseminata di campioni pop up rivelatisi poi imbroglioni col doping“, coinvolgendo in queste assurde congetture anche Marcell Jacobs.

Jacobs
Foto di Christian Bruna / Ansa

Il sospetto del doping

L’accusa del Washington Post non è certamente diretta, il quotidiano americano mette le mani avanti ma con l’obiettivo di stuzzicare il lettore: “sarebbe ingiusto accusare Jacobs, a lui va dato il beneficio del dubbio ma all’atletica no“. Un’allusione becera e vergognosa che si basa solo ed esclusivamente sul recente passato dell’atletica, come se ogni vincitore di una gara importante debba per forza doparsi per vincere. Nelle ultime ore sono emersi i video degli allenamenti sostenuti a Roma da Jacobs, immagini che dimostrano come lo sprinter azzurro si sia letteralmente spaccato la schiena per salire sul tetto del mondo.

Jacobs
Foto di How Hwee Young/ Ansa

Il carico del… Times

Non poteva che essere un giornale britannico a pungere Marcell Jacobs, soprattutto dopo la vittoria dell’Italia sull’Inghilterra ai recenti Europei. Dopo il titolo provocatorio del Mirror, ecco che anche il Times si lancia nell’accusa di doping nei confronti dello sprinter azzurro: “da Ben Johnson a Gatlin a Coleman, l’arrivo di una nuova stella mette in allerta“. Un commento seguito dai numeri, secondo cui ben 32 delle 36 migliori prestazioni mondiali sui 100 metri (togliendo le 14 di Usain Bolt che portano il numero a 50) sono state centrate da sprinter poi risultati positivi al doping. A chiudere questa assurda vicenda arriva la chiosa di Matt Lawton, capo dei corrispondenti sportivi del Times, intervenuto sui social per sollevare ulteriori dubbi: “il nuovo campione olimpico dei 100 metri, Marcell Jacobs, ha rotto i 10 secondi per la prima volta a maggio. È venuto qui e ha corso 9,84 in semi e 9,80 per vincere. Ah bene“. Una storia ridicola che conferma un assunto ormai chiaro: gli inglesi non smetteranno mai di rosicare…