La Formula 1 prepara un’altra rivoluzione, stavolta tremano i piloti: arriva il tetto agli stipendi

FIA e Liberty Media hanno iniziato a discutere sull'introduzione di un tetto agli stipendi dei piloti di F1: una norma che rivoluzionerebbe il circus

Nuova svolta epocale per la Formula 1, che si prepara a dare il via ad una rivoluzione che riguarda i contratti dei piloti.

Sainz
Foto di Valdrin Xhemaj / Ansa

Hamilton e colleghi infatti potrebbero essere i destinatari dell’ultima novità che stanno studiando la Federazione Internazionale e Liberty Media: ossia quella di mettere un tetto agli ingaggi dei piloti, così da allinearsi al budget cap già sdoganato a partire dalla stagione 2021. Niente più stipendi da nababbi dunque, ma cifre molto più contenute che contribuiranno all’abbassamento dei costi in Formula 1, obiettivo numero uno dei vertici di Liberty Media per far fronte alla crisi conseguente all’avvento del Covid.

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La cifra

Vettel
Foto di Valdrin Xhemahj/ Ansa

Il tetto agli stipendi è un’idea emersa già nel corso del 2020, di pari passo con l’introduzione al budget cap, nonostante quest’ultimo sia già in vigore in Formula 1. Stando a quanto filtra dalla FIA e da Liberty Media, pare che le squadre potranno spendere per i propri piloti a partire dalle prossime stagioni al massimo 30 milioni di dollari, comprensivi degli ingaggi dei titolari più le riserve, da suddividere a seconda degli accordi contrattuali individuali. Da questa cifra invece verranno esclusi non solo i bonus, dovuti a vittorie e piazzamenti, ma anche i diritti di immagine personale dei singoli piloti.

Smorfie

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Una notizia che sicuramente non farà affatto piacere ai piloti, soprattutto ai big, che vedranno i propri compensi notevolmente decurtati dalla nuova norma che FIA e Liberty Media hanno intenzione di inserire. Lewis Hamilton per esempio ha appena rinnovato il suo contratto, in base al quale riceverà nel 2021 ben 40 milioni di dollari (45 milioni di euro), a cui si aggiungono in casa Mercedes i 10 milioni di dollari garantiti a Bottas. Una cifra totale di 50 milioni, che si avvicina al doppio del tetto massimo che la F1 vorrebbe inserire. Stessa situazione per Max Verstappen, a cui la Red Bull garantisce al momento circa 40 milioni di dollari, anche in questo caso una somma che sfora e di molto l’eventuale tetto. Le discussioni tra le parti non mancheranno di certo, difficilmente i big rinunceranno ai propri lauti compensi ma, di fronte a questa tremenda crisi, forse saranno le squadre a forzare la mano per evitare di finire sul lastrico.