Le multe di mamma Sonya e quel ‘trambusto’ per avere una birra: tutti i segreti di Steph Curry

Storia e curiosità di Steph Curry, dall'ospedale in comune con LeBron James fino alle multe di mamma Sonya: tutto ciò che non sapete sulla stella dei Warriors

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Sarà la State Farm Arena di Atlanta, casa degli Hawks, il teatro dell’NBA All-Star Game 2021, in programma domenica 7 marzo. Già scelti i due quintetti, capitanati da LeBron James e Kevin Durant, con quest’ultimo che parteciperà all’evento ma senza scendere in campo causa infortunio.

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Foto di Nuccio Dinuzzo/ Ansa

Oltre a Luka Doncic, Kawhi Leonard e Nikola Jokic, al fianco del ‘Prescelto’ ci sarà anche Steph Curry, senza dubbio uno dei giocatori più attesi. Si tratta della quinta partecipazione all‘NBA All-Star Game per il campione di Golden State, che vanta nel suo palmarés anche 2 titoli NBA, 2 titoli di MVP e 2 inclusioni nel primo quintetto ideale della Lega.

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Il legame con LeBron James

Foto di John Mabanglo / Ansa

Compagni di squadra nel dream team ‘Ovest’, LeBron James e Steph Curry hanno anche altro in comune, ovvero l’ospedale di nascita. Entrambi infatti sono nati nella stessa struttura sanitaria di Akron, in Ohio, a distanza di quattro anni l’uno dall’altro (1984 James e 1988 Curry). La stella dei Warriors è venuta alla luce il 14 marzo, che è anche il Pi Day negli Stati Uniti, ovvero il giorno dedicato al Pi greco. Si tratta di una celebrazione in onore della costante matematica, nata a San Francisco proprio il 14 marzo 1988, stesso giorno di nascita di Curry.

Le multe della mamma

Foto di John Mabanglo / Ansa

Una famiglia di sportivi quella di Steph: il padre Dell ha giocato in NBA tra gli anni ’80 e ’90, mentre la madre Sonya ha vinto i campionati statali di basket e pallavolo al liceo, proseguendo la sua carriera poi anche al college. Da due sportivi non potevano che nascere due talenti come Steph e Seth, entrambi giocatori NBA con le maglie di Golden State e Philadelphia 76ers. Particolare il rapporto che Steph Curry ha con la madre, la quale non perde occasione per multarlo di 100 dollari alla quarta palla persa in ogni incontro. Una vera e propria tassa, utile a mamma Sonya per racimolare un bel gruzzoletto per fare shopping a fine stagione.

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I ‘Filippesi’ sulle scarpe

Foto di John Mabanglo / Ansa

Se sulle spalle porta il numero 30 in onore del padre, sulle proprie scarpe Steph Curry reca alcuni versetti della Bibbia, che confermano la sua profonda fede cristiana. Sulle ‘Curry One’ c’è il numero 4:13, che riguarda il verso della lettera di San Paolo ai Filippesi: “io posso ogni cosa in colui che mi fortifica”. Sulle ‘Curry Two‘ c’è il numero 27:12, che riguarda un altro passo della Bibbia: “il ferro fortifica il ferro, e un uomo fortifica l’altro”. Da buon cristiano teme la grandezza di Dio, ma al tempo stesso ha una paura matta anche per i serpenti. Una fobia tremenda, che lo porta a scappare a gambe levate al cospetto di qualsiasi rettile strisciante.

La carta d’identità dimenticata

Foto di Monica Davey / Ansa

Oggi Steph Curry è famoso in tutto il mondo, ma nel 2015 erano molte le persone che stentavano a riconoscerlo. Tra queste la cameriera di un ristorante in California, dove l’asso dei Warriors stava cenando con la moglie. Dimenticatosi la carta d’identità in auto, per avere una birra Curry dovette girare l’intero ristorante affinché trovasse un dipendente che certificasse la sua età, visto che la cameriera lo aveva scambiato per un 20enne e in California gli alcolici non vengono serviti ai minori di 21 anni. Una situazione bizzarra che oggi non capiterebbe, dal momento che Curry è uno dei giocatori NBA più famosi del mondo e si prepara per il suo quinto All-Star Game, dove proverà a far divertire l’America intera con le sue pazzesche giocate.