Il cibo in tasca per non sprecare denaro e la Play 4 venduta per i sensi di colpa: la ‘umile’ storia di Giannis Antetokounmpo

Una storia pazzesca quella di Giannis Antetokounmpo, protagonista il prossimo 7 marzo dell'All Star Game in programma alla State Farm Arena di Atlanta

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Famoso, ammirato e invidiato. Giannis Antetokounmpo è uno dei giocatori più forti dell’NBA, ma a renderlo speciale non è la sua abilità sul parquet, bensì il suo straordinario cuore e l’immenso amore per la propria famiglia. Qualità che gli hanno permesso di sfondare nel basket insieme al suo pazzesco talento, che sfoggerà nell’imminente NBA All-Star Game 2021, in programma domenica 7 marzo presso la State Farm Arena di Atlanta, casa degli Hawks. Per arrivare fin qui, la stella dei Milwaukee Bucks ne ha dovuti ingoiare bocconi amari, affrontando un’infanzia difficile che non ha mai dimenticato.

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L’arrivo in Grecia

Antetokounmpo
Foto di Ansa

Il luogo di nascita di Giannis è la Grecia, precisamente Sepolia, città raggiunta clandestinamente nel 1992 dai suoi genitori (Charles e Veronica Adetokumbo) per sfuggire alla guerra e alla fame della Nigeria. Due anni dopo l’arrivo nel nuovo Paese arriva il terzogenito, chiamato appunto con un nome greco (Giannis) con l’obiettivo di facilitare l’acquisizione della cittadinanza. Una scelta che papà Charles e mamma Veronica fanno anche per gli altri figli, chiamati Thanatis, Kostas, Francis e Alexis. Cambia anche il cognome, passando da Adetokumbo al più ellenico Antetokounmpo, ma questi escamotage non sortiscono gli effetti sperati. Addirittura Giannis si ritrova ‘apolide’, non avendo né la cittadinanza nigeriana e né quella greca, una situazione paradossale che si risolverà solo dopo molti anni. Intanto, la famiglia Antetokounmpo continua a vivere clandestinamente, svolgendo lavori umili per poter mangiare.

Venditore ambulante

Antetokounmpo
Foto di Ansa

Papà Charles e mamma Veronica si improvvisano babysitter, manovali e addirittura venditori ambulanti, mestiere questo in cui vengono aiutati anche dai figli, che provano a piazzare borse e scarpe: ovviamente taroccate. Intanto nella vita di Giannis e del fratello Thanatis fa capolino il basket, il primo a notarli è coach Spiros Velliniatis che li tessera per il Filathlitikos, club di Serie A2 greca. L’allenatore ellenico dà un lavoro ai genitori e sfrutta al massimo i sue due campioncini, chiudendo la stagione addirittura al terzo posto, con Giannis Antetokounmpo che termina l’annata con 9.5 punti, 5 rimbalzi, 1.4 assist, 1 stoppata e 0.7 palle rubate di media. Numeri che attirano il Saragozza, che gli offre un quadriennale da 250 mila euro annui. Il livello del basket di Giannis cresce a dismisura, così la Grecia decide di ‘accoglierlo’, dandogli nel 2013 la cittadinanza per meriti sportivi a lui e alla sua famiglia e convocandolo per gli Europei Under-20. 

Il draft del 2013

Antetokounmpo
Foto di Ansa

Il quinto posto ottenuto con la Grecia agli Europei U20 è il trampolino decisivo verso l’NBA per Giannis Antetokounmpo, chiamato con la scelta numero 15 del draft NBA 2013 dai Milwaukee Bucks. Il sogno è finalmente realizzato ma, invece di godersi la sua nuova vita, il campioncino greco non riesce a non pensare alla sua famiglia. Prima della sua partita d’esordio con i Bucks, si fa accompagnare in banca da un taxi per mandare una considerevole cifra di denaro ai suoi familiari in Grecia. Giannis ha solo 19 anni e, senza pensarci, invia tutti i soldi rimanendo a mani vuote, senza gli spiccioli per il ritorno in taxi. Nessun problema, qualche saltello per riscaldarsi e via di corsa verso il palazzetto. Passi lunghi e fulminei, che attirano l’attenzione degli occupanti di un’utilitaria, sorpresi nel vedere un ragazzo di 2 metri e 11 per 98 kg correre a tutta velocità. “Ma sei il rookie dei Bucks? Sul serio? Salta su che ti portiamo noi!” la proposta dei fan dei Bucks, che potranno raccontare ai nipoti di aver accompagnato Antetokounmpo al palazzetto di Milwaukee per la sua prima gara in NBA.

Aneddoti e retroscena

Antetokounmpo
Foto di Ansa

Sono tanti gli aneddoti curiosi incastonati nella carriera di Giannis Antetokounmpo, alcuni davvero sorprendenti per umanità e umiltà. Il primo riguarda la partecipazione ai primi buffet di squadra, quando si fionda sul players’ lounge accalappiando più cibo possibile da mettere in tasca, così da poter risparmiare denaro da inviare alla sua famiglia in Grecia. Per non parlare del rimprovero rivolto a Caron Butler nel vederlo gettare un paio di sneakers, secondo Antetokounmpo ancora utilizzabili: “che fai??? Le butti??? Queste sono buone scarpe!”. Si intendeva eccome di calzature Giannis, avendone vendute a bizzeffe con marchi contraffatti da bambino tra le strade di Sepolia. Tutt’altro che taroccate erano invece quelle regalategli per Natale da Larry Sanders, un paio di Gucci costosissime che Giannis conserva gelosamente per le ‘grandi occasioni’.

La playstation

Antetokounmpo
Foto di Tannen Maury / Ansa

Gli oggetti frivoli non sono mai piaciuti al giocatore greco, prova ne è il comportamento tenuto con la Playstation 4 comprata per ingannare il tempo dopo gli allenamenti svolti nella fredda Milwaukee. Una consolle usata per pochi giorni, prima che Giannis Antetokounmpo la rivendesse all’assistant coach Nick Van Exel a causa del senso di colpa per una spesa cosi elevata ed evitabile, considerata come una mancanza di rispetto per la propria famiglia ancora confinata ad Atene. Questo è Giannis Antetokounmpo, un giocatore pazzesco e un uomo con la U maiuscola, arrivato al top della NBA non solo grazie alle sue doti cestistiche, ma anche alle sue straordinarie qualità umane.