70 anni di All Star Game NBA: la nascita della partita delle stelle e le imprese storiche

L'All Star Game NBA festeggia 70 anni: le migliori storie di imprese, rimonte e successi della famosa e amata partita delle stelle

L’edizione 2021 dell’All Star Game 2021 si avvicina. Il 7 marzo tutti incollati al televisore per uno spettacolo unico. Qualche giorno fa sono stati annunciati i roster delle due formazioni, con Kevin Durant e LeBron James capitani dei quintetti, mentre oggi sono state rivelate le riserve delle due squadre: a Ovest, in panchina, ci saranno Anthony Davis, Paul George, Rudy Gobert, Damian Lillard, Donovan Mitchell, Chris Paul e Zion Williamson, mentre a Est troveremo Jaylen Brown, James Harden, Zach Lavine, Julius Randle, Ben Simmons, Jayson Tatum e Nikola Vucevic.

Quest’anno si disputerà la 70ª edizione dell’All Star Game NBA e per questo motivo abbiamo deciso di tornare un po’ indietro nel tempo, di scoprire quando e come la manifestazione è nata, con un focus sui momenti storici e più significativi di questi 70 anni.

La nascita dell’All Star Game NBA

L’All Star Game si è disputato per la prima volta nella stagione 1950-51 di NBA. L’idea è nata durante una riunione tra l’allora presidente dell’NBA Maurice Podoloff, il direttore della pubblicità NBA Haskell Cohen ed il proprietario dei Boston Celtics Walter A. A quel tempo il mondo della pallacanestro era rimasto sconvolto dallo scandalo del ‘punto di rasatura’ (un tipo di partite truccate) del college. Al fine di riguadagnare l’attenzione del pubblico sulla lega, Cohen ha suggerito alla lega di organizzare una partita di esibizione con i migliori giocatori, simile all’All-Star Game della Major League Baseball. Sebbene la maggior parte delle persone, incluso Podoloff, fosse pessimista, Brown fu fiducioso che sarebbe stato un successo, decidendo anche di ospitare l’evento e coprire tutte le spese o potenziali perdite sostenute dal gioco. Così, davanti a 10000 persone, al Boston Garden, la formazione Est sconfisse l’Ovest per 111-94 e l’evento riscosse un ottimo successo.

La storia dell’All Star Game NBA è fatta però non dalle edizioni, ma dai giocatori, dai record e dagli episodi avvenuti in campo.

Kobe Bryant

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Foto di Paul Buck/ Ansa

Kobe Bryant, morto a gennaio del 2020 a seguito di un incidente aereo, resterà nella storia dell’All Star Game NBA per essere l’unico giocatore ad aver conquistato per ben 4 volte il titolo di MVP, nel 2002, 2007, 2009 (insieme a Shaquille O’Neal) e nel 2009. Il Black Mamba si trova al comando di una classifica prestigiosa: dietro di lui spiccano nomi di campioni di un certo calibro che hanno conquistato tre titoli Mvp, ovvero LeBron James, l’unico che può raggiungere e/o superare Bryant, Michael Jordan e Oscar Robertson.

Il lockout del 1999

Quest’anno si disputa la 70ª edizione dell’All Star Game NBA, ma c’è stato un anno in cui l’evento non si è disputato. Stiamo parlando del 1999, anno del lockout, quando non fu possibile trovare una data in calendario.

Il 50° anniversario dell’ NBA

Quella del 1997 fu un’edizione stratosferica: per i 50 anni dell’Nba si decise di invitare i migliori 50 giocatori della storia della Lega.

Il record di Isiah Thomas

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Foto di Tannen Maury/ Ansa

La prestazione di Isiah Thomas nell’All Star Game del 1986 è rimasta nella storia. Fu il primo giocatore ad andare a referto con 30 punti e 10 assist nella partita delle stelle. Creativo e letale con la palla in mano, riuscì anche ad ottenere cinque palle rubate, ma soprattutto guidò una rimonta impressionante, portando l’Est alla vittoria sull’Ovest di Kareem, Magic Johnson e James Worthy, col punteggio di 139-132.

Una storia da underdog

Allen Iverson all star game nba
Foto di Gary C Caskey/ Ansa

Le storie dei ‘perdenti’ sono sempre speciali. Allen Iverson è colui che ha rappresentato questa ‘categoria’ al meglio. Nonostante la sua statura relativamente bassa è riuscito a compensare con velocità, talento e grinta, che gli hanno consentito di ottenere una prestazione da urlo all’All Star Game del 200: nonostante uno svantaggio di 21 punti nel quarto quarto, Iverson ha innescato una rimonta miracolosa regalando all’Est una vittoria per 111-110. Durante gli ultimi nove minuti del quarto quarto, Iverson ha segnato 15 punti e ha chiuso con 25 per la partita.

Magic Johnson e l’Hiv

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Foto di Tannen Maury/ Ansa

Nel 1991 Magic Johnson annunciò la sua sieropositività lasciando tutti sorpresi. Nonostante il suo problema, che poi l’ha portato al ritiro, Magic Johnson ha comunque partecipato all’All Star Game del 1992, riuscendo a mettere in scena un vero e proprio spettacolo. E’ stato nominato infatti MVP dell’evento, dopo essere andato a referto con 25 punti e 9 assist. Non è stata tra le partite più belle della manifestazione, ma è stato un momento storico ed importante.