Coronavirus, il Codacons fa causa alla Germania: pronti due esposti per violazione di accordi internazionali

Il Codacons ha deciso di presentare due esposti nei confronti della Germania, colpevole di aver acquistato 30 milioni di dosi di vaccino anti-Covid in separata sede

Il Codacons ha messo nel mirino la Germania, il motivo riguarda le 30 milioni di dosi di vaccino anti-Coronavirus acquistate al di fuori dagli accordi europei.

Germania
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L’Associazione dei Consumatori Italiani presenterà nella giornata di domani un esposto sia alla Procura di Roma che a quella di Milano, con l’obiettivo di far luce sulla vicenda. “La magistratura italiana è chiamata a pronunciarsi su un possibile reato commesso all’estero a danno di cittadini italiani, e questo legittima il ricorso alle due Procure – la nota del Codacons con tale esposto vogliamo capire se le decisioni assunte dal governo tedesco in merito alla fornitura di vaccini abbiano violato o meno le regole europee“.

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Gli obblighi dei Paesi

Angela Merkel
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La nota del Codacons poi è prosegue in maniera più articolata: “l’art. 7 del contratto siglato dalla Commissione Europea e relativo alla disciplina dell’acquisto centralizzato dei vaccini anti-Covid, riporta l’obbligo per gli Stati membri inclusi nell’accordo stesso di non procedere a negoziazione separata. Una norma che ha l’evidente scopo di evitare che paesi con maggiori risorse possano accaparrarsi dosi di vaccino prima di altri paesi e a condizioni migliori, o in ogni caso sottrarre forniture che al momento risultano un bene prezioso e indispensabile in tutta Europa“.

La violazione della Germania

Ursula von der Leyen
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Per questi motivi, il Codacons ha deciso di presentare gli esposti alla Procura di Milano e a quella di Roma, perché la Germania avrebbe violato gli accordi: “le decisioni della Germania sembrano violare tali disposizioni, o in ogni caso dare una interpretazione soggettiva delle norme europee che potrebbe configurare un abuso: per tale motivo il Codacons presenterà domani un esposto alle Procure di Roma e Milano, chiedendo di aprire una indagine sul caso alla luce delle possibili fattispecie di abuso di ufficio e inadempimento di contratti di pubbliche forniture”.