Sabato 3 Dicembre

“A 22 anni dico basta”, Andrea Ghislanzoni lascia il calcio: “è un mondo corrotto e malato”

Il portiere ex Lecco e Giana Erminio decide di appendere i guantoni al chiodo perchè: “nel calcio contano i soldi, non la meritocrazia”

La passione per il calcio, quella vera, quella che nasce da piccoli, dopo i primi calci ad un pallone, quella che non morirà mai nonostante tutto e tutti, quella unica e genuina che non si macchierà mai.

ghislanzoni E’ proprio questa la passione che Andrea Ghislanzoni vuole abbandonare, questa passione che ti fa vivere la vita con più semplicità e ti fa affrontare i problemi con maggiore leggerezza. Oggi Andrea Ghislanzoni annuncia la volontà di appendere i guantoni al chiodo. Una scelta difficile, specialmente per un ragazzo di appena ventidue anni. Il motivo che spinge l’ex numero uno di Olginatese, Lecco e Giana Erminio, a dire basta è la condizione in cui versa il calcio, sempre più malato e corrotto. Un mondo nel quale si parla sempre più di scandali e violenza piuttosto che di una bella giocata o di un gran gol, un mondo in cui prende sempre più piede la raccomandazione a scapito della meritocrazia. Questo il messaggio di Andrea che vi invitiamo a leggere: Dopo questi anni fantastici, penso sia arrivato il momento di dare una svolta nella mia vita. Fin da quando ero piccolo sognavo da grande di fare il calciatore, penso sia il sogno di tutti trasformare un divertimento in lavoro. Ci ho creduto fino a qualche giorno fa, quando per scelta ho deciso di non accettare ciò che era la mia vita, o per lo meno pensavo fosse. Passando anno per anno (quei pochi) vedevo sempre una parte più brutta ma soprattutto selettiva (che chi è nel mondo del calcio capirà) rendendomi conto che tutto ciò portava allo spegnimento dei sogni di molti ragazzi. Il calcio è diventato sempre più fatto da “conoscenze”, senza le quali non vai da nessuna parte. La meritocrazia non esiste, il valore vero passa in secondo piano e in alcune circostanze, se con te non hai qualche soldo da portare hai la porta sbattuta in faccia. Ero talmente preso, e dentro questo mondo malato, che fui cosi ingenuo e stupido da tralasciare la scuola e metterla in secondo piano capendo solo ora quanto avevano ragione i miei genitori. Cambio pagina, anzi cambio completamente libro dando sicuramente qualche delusione a persone che mi sono state vicine in tutto questo tempo. Persone che hanno lavorato per me e che sicuramente mi vorrebbero veder lottare ancora. Esperienze indimenticabili, giocatori che te li ricordavi in tv, stadi incredibili da Bergamo a Novara per arrivare a Venezia o Cremona pensando che prima di me quel terreno l’hanno calpestato calciatori di serie A. So di essere stato uno fra quei pochi privilegiati che si potevano permettere di fare cio che amavano e godersi la vita dalla mattina alla sera perché questo è tutt’altro che lavoro, ma ora cambio vita o per lo meno penso sia arrivato il momento di entrare nella vita normale fatta da un lavoro e sacrifici. Volevo ringraziare tutti quelli che mi hanno sempre seguito, che si sono interessati a me e comunque sia ci saranno sempre.

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