Alexander Zverev entra nella storia degli US Open 2026 e cambia gli equilibri del tennis mondiale. Il tedesco ha conquistato il titolo a Flushing Meadows battendo in finale l’americano Ben Shelton con il punteggio di 6-3, 7-6(2), 5-7, 6-2, centrando il secondo titolo Slam della carriera dopo il successo ottenuto al Roland Garros nella stessa stagione.
Il successo di New York ha un peso enorme anche nella classifica ATP, perché consente a Zverev di consolidare la seconda posizione mondiale e di accorciare ulteriormente le distanze da Jannik Sinner, ancora numero 1 del mondo nonostante non abbia potuto partecipare al torneo americano a causa dell’infortunio al ginocchio.
Sinner resta numero 1 ATP: il vantaggio sull’inseguitore tedesco
La grande domanda dopo la finale degli US Open era una sola: la vittoria di Zverev avrebbe potuto cambiare la leadership del ranking? La risposta è no. Jannik Sinner resta in vetta alla classifica ATP, grazie al vantaggio accumulato durante una stagione straordinaria.
L’azzurro aveva già messo in cassaforte una posizione dominante dopo il successo a Wimbledon 2026, dove aveva battuto proprio Zverev in finale conquistando il quinto titolo Slam della carriera.
Prima degli US Open Sinner aveva un margine molto ampio sugli inseguitori: il forfait di New York gli ha fatto perdere punti preziosi, considerando che nel 2025 era arrivato fino alla finale del torneo americano, ma non abbastanza per mettere in discussione il primato.
Zverev, invece, grazie ai punti conquistati con il trionfo a New York, conferma una stagione da protagonista assoluto: vittoria al Roland Garros, finale a Wimbledon e successo agli US Open lo hanno trasformato nel principale rivale di Sinner nella corsa al numero uno.
La fotografia del ranking dopo lo Slam americano racconta una situazione molto interessante. In cima resta Sinner, ma alle sue spalle c’è un Alexander Zverev sempre più vicino e consapevole di poter mettere pressione al campione italiano.
Il tedesco, dopo anni di attese e delusioni nelle finali Slam, nel 2026 ha finalmente completato la propria trasformazione in giocatore da grandi tornei. La vittoria agli US Open arriva infatti dopo il primo Major conquistato a Parigi e dopo una finale persa contro Sinner sull’erba londinese.
Lo stesso Zverev, dopo la vittoria a New York, ha riconosciuto il valore dell’italiano spiegando che, con entrambi al massimo della condizione, Sinner rimane ancora il riferimento del circuito.
Alle spalle dei due protagonisti resta invece più distante Carlos Alcaraz, frenato nel 2026 dai problemi fisici e dall’eliminazione agli US Open contro Ben Shelton. Lo spagnolo ha perso terreno nella classifica proprio perché non è riuscito a difendere il titolo conquistato a New York nella stagione precedente.
Il dato più significativo emerso dagli US Open è che il dominio condiviso da Sinner e Alcaraz negli ultimi anni potrebbe essere stato definitivamente interrotto dall’esplosione di Zverev.
Dal 2024 al 2025 i grandi tornei erano stati praticamente una sfida privata tra l’italiano e lo spagnolo, capaci di spartirsi tutti gli Slam disputati in quel periodo. Nel 2026, invece, il tedesco è riuscito a inserirsi con forza, conquistando due Major e diventando il primo vero terzo incomodo nella nuova era del tennis mondiale.
Per Sinner, però, il vantaggio resta ancora importante. L’azzurro ha dimostrato una continuità impressionante, con cinque titoli Slam già conquistati e una stagione caratterizzata anche da un dominio nei Masters 1000 prima dello stop fisico che lo ha costretto a rinunciare agli US Open.
Con la stagione sul cemento americano ormai conclusa, la battaglia per il vertice ATP si sposta verso la parte finale dell’anno. Sinner difende il trono, mentre Zverev proverà a sfruttare ogni occasione per ridurre il distacco e tentare l’assalto alla prima posizione.
Il finale di stagione potrebbe quindi regalare un nuovo capitolo della sfida tra il campione altoatesino e il gigante tedesco. Dopo gli US Open, il messaggio è chiaro: Jannik Sinner resta il numero uno, ma Alexander Zverev è diventato il suo rivale più pericoloso.
