
Sconfitto a Melbourne dal carneade Istomin, ko ad Acapulco contro quella testa calda di Kyrgios, Novak Djokovic deve fare i conti con un 2017 sorprendentemente negativo. Come spesso accade per i campioni, specialemente nei confrondi di un atleta come Nole che ha dominato la scena del tennis negli ultimi anni, ad ogni passo falso corrisponde una pioggia di critiche, pressioni e dubbi che non possono far altro che incidere sulle prestazioni in campo. Djokovic ne è consapevole e, nonostante abbia un carattere forte, intervistato alla tv serba RTS1, ha parlato a 360 gradi del suo momento no.

Dopo una breve precisazione sul fatto che le sue priorità siano cambiate dopo la nascita del figlio, evento che ha occupato e continua ad occupare il primo posto nella sua gerarchia delle priorità, Djokovic ha comunque chiarito che la pressione legata ai risultati sportivi resta ancora alta. “La pressione esiste, ma è anche un privilegio, perché vuol dire che sto facendo qualcosa di importante e che sono arrivato in una posizione in cui posso lottare per delle grandi vittorie, per conquistare dei grandi trofei, e posso fare qualcosa che mi piace – ha spiegato Djokovic – Alla fine è una mia scelta e non posso lamentarmi perché la pressione è enorme, perché è difficile. È difficile per tutti i tennisti, per tutti gli sportivi, per tutte le persone che vogliono ottenere qualcosa nella loro professione. Per tutti la pressione è qualche cosa con cui bisogna confrontarsi. Una delle lezioni che ho imparato dallo sport è stata proprio quella di convivere con questa pressione e cercare di incanalarla nella maniera giusta, di usarla in modo tale che sia una motivazione, una forza, non qualcosa di negativo che non mi permette di dare il massimo“.

Ovviamente, insieme alle pressioni non mancano le critiche, altro aspetto al quale Nole dice di essersi abituato con il tempo, utili, vere e anche… esagerate! “Ne ho sentite tante di recente, di tutti i tipi. Sul mio team, sul perché c’è Pepe, sul perché è andato via Becker. Sul fatto che mi alleno di meno, su come mangio. Addirittura sulla catenina che indossavo, il cristallo invece della croce. Rispetto tutte le opinioni, ognuno ha il diritto di avere la propria opinione. – ha chiarito Djokovic – Credo che le critiche costruttive mi possano aiutare molto, cerco sempre di vederla da questo punto di vista. Però non mi volto neanche se sento delle storie che so non avere alcun senso. Io so chi sono, da dove provengo, dove voglio andare e dove mi trovo. Punto ad indirizzare la mia attenzione a me stesso, alla mia crescita ed alla mia famiglia. E ognuno di noi ha diritto di fare le proprie scelte, di affrontare come meglio crede la sua vita“.

Quello che invece ha destato un po’ di preoccupazione nei fans è stato il discorso di Nole in merito all’usura fisica. “Agassi l’ha raccontato nel suo libro, e noi giocatori già lo sapevamo perché ce lo aveva detto, che per i dolori alla schiena era costretto a dormire per terra. Sono purtroppo le conseguenze della carriera sul fisico di uno sportivo, dei grossi sforzi a cui è stato sottoposto per un lungo periodo. – ha raccontato Djokovic – Credo che le critiche costruttive mi possano aiutare molto Per quanto io abbia sempre prestato molta cura ed attenzione al mio corpo e per quanto mi senta bene a trent’anni, quanti ne avrò tra qualche mese, sento le ripercussioni sul mio fisico di tanti anni di carriera, giovanile e professionistica. Soprattutto degli 11 anni di professionismo”.

Djokovic ha comunque voluto rassicurare i fans nel finale: parlando degli obiettivi futuri Nole ha spiegato come il 1° posto in classifica sia sempre nei suoi pensieri e la sua voglia di vincere sia rimasta immutata. “Il primo posto in classifica è ancora nella mia testa, è ancora uno dei miei obiettivi. Voglio tornare in quella posizione, ma non è la mia priorità principale. Questo è quello che è cambiato in me. Sarò felicissimo se il n. 1 arriverà come conseguenza dei miei risultati, del mio gioco e naturalmente è quello che voglio. Non mi è mai piaciuto perdere, come non piace a qualsiasi altro sportivo. Magari a qualcuno dal di fuori, guardando come mi comporto, guardando la mia espressione, può sembrare di no, ma dentro di me non sono mai soddisfatto di una sconfitta. – ha sottolineato Djokovic – Credo che le critiche costruttive mi possano aiutare molto Mi chiedo sempre cosa ho fatto di sbagliato, cosa posso fare per migliorarmi. Io desidero migliorarmi e avere ancora una carriera lunga. Non mi vedo alla fine, anche se sto raggiungendo i trent’anni. Gioco a livello professionistico da più di dieci anni, sono orgoglioso dei risultati che ho ottenuto nella mia carriera ma sento che ho ancora molto da raggiungere e da dimostrare, non solo a me stesso ma anche agli altri. Sono però consapevole di tutte le altre cose che accadono nella mia vita, e ne tengo conto. Non posso separare la parte professionale, come tennista, dal privato, come padre, marito, figlio, fratello e amico. Tutte queste cose, nel loro complesso, fanno di me una persona, un individuo. Come ho già detto, da quando sono diventato marito e soprattutto da quanto ho avuto la fortuna di poter diventare padre, ho dovuto adattare determinate cose della mia vita a questo, perché per me è la priorità n. 1“.

