Iniziata la stagione su terra rossa, ritorna subito alla mente il duello di qualche anno fa che ha visto protagonisti Nadal e Federer, con il maiorchino capace di far impazzire ‘Re Roger’. Al fianco di Rafa in quegli anni come adesso, c’è sempre stato Zio Toni Nadal che, intervistato ai microfoni di Magazine Digital, ha spiegato prima gli aspetti principali dell’essere un bravo allenatore, per poi chiarire le differenze fra Rafa e Roger dalla sua posizione di coach.
“Ci sono un paio di cose fondamentali – ha detto Toni Nadal – La prima è l’entusiasmo. Devi averlo, deve essere il motore principale: entusiasmo per ciò che fai, per migliorare per quanto possibile. Se non lo hai non si può fare bene. Per un allenatore è anche importante avere comprensione e intelligenza emotiva. Che sappia in ogni momento ciò che dire. Nello sport sono argomenti semplici, ma devi sapere come gestire tutto… e fondamentalmente, saper trasmettere bene il messaggio, con la fiducia che le cose vadano bene. Poi ci sono molte strade per arrivare a Roma. Non c’è solo metodo né un unico modo di allenare. Dico sempre che se avessi allenato Roger Federer al posto di Rafael Nadal, lo avrei fatto in maniera diversa. Quando ho iniziato a lavorare con Rafael, la prima cosa che ho fatto è stato analizzare le sue caratteristiche e applicare una metodologia che andasse bene a lui, che si aggiustasse alle sue necessità. Con altri il metodo sarebbe stato diverso“.

