L’amore per il tennis, il duro lavoro, i sacrifici e la dedizione, la vetta della classifica WTA poi gli infortuni e la depressione come un male oscuro che divora dall’interno. In questo modo si potrebbe riassumere la parabola degli ultimi anni di carriera di Victoria Azarenka, la tennista bielorussa attualmente numero 5 al mondo.

“Vika” confessa al Corriere della Sera il suo brutto periodo in seguito agli infortuni, quando preda della depressione aveva quasi deciso di smettere: “finché ho negato a me stessa di essere depressa, nulla è cambiato. Il momento peggiore è stato quando volevo smettere di giocare a tennis, la cosa che amo di più in assoluto. Avevo il cuore spezzato, vedevo tutto nero. Voler guarire è stato il primo passo verso la luce. Sono orgogliosa di essermene tirata fuori”.
La Azarenka spiega come sua nonna Babushka sia stata fonte di ispirazione per lei nei momenti bui: “nonna fino a 74 anni si è alzata tutti i giorni alle 5 per andare a lavorare. Sempre con il sorriso. La vedo troppo poco ma con lei passo momenti impagabili. Quando mi sento giù penso a Babushka e ritrovo l’ottimismo“.
