Un giorno di ordinaria follia. Citando un famoso film diretto da Joel Schumacher (titolo originale Falling Down) si può descrivere il comportamento di Novak Djokovic nel match di semifinale perso a Shanghai contro Bautista Agut. Come il protagonista del film, Nole ha perso letteralmente la testa, segno di una tranquillità mentale che non sembra essere quella di un tempo, che gli è valsa il soprannome di ‘cyborg’. Il tennista numero 1 al mondo ha giocato un secondo set surreale: ha litigato con l’arbitro, ha spaccato una racchetta, ha strappato la propria maglietta e per poco in uno scatto di rabbia stava per andarci di mezzo una piccola ball-girl. Troppo nervoso Djokovic, tanto lo stress accumulato nelle ultime settimane: forse quando disse di dover pensare più a divertirsi che ad essere il migliore di sempre, non aveva poi torto…
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— doublefault28 (@doublefault28) 15 ottobre 2016
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