
Nel corso di un’interessante intervista rilasciata a ‘Sportface’, Sergio Giorgi ha rilasciato delle importanti dichiarazioni in merito alla figlia Camila, riguardanti il loro rapporto, analizzato con un importante vena autocritica. Papà Sergio, da sempre considerato dai detrattori quasi un desposta, il classico ‘padre padrone’ che opprime la figlia Camila, si è detto consapevole delle critiche nei suoi confronti, alcune anche giuste, a patto che non venga attaccata senza motivo la figlia.

“Io ho sempre fatto parlare tutti, anche quelli, giornalisti o meno, che non ci conoscono affatto – ha spiegato Sergio Giorgi- Accetto ogni tipo di critica, anche perché molto sono sensate e hanno certamente un fondo di verità. Ma quando iniziano ad insultare Camila non ci vedo più. Lei non ha mai detto una parola contro nessuno, non riesco a capire l’odio che a volte le viene buttato addosso”.

Papà Sergio, ha anche raccontato di rendersi conto dei propri sbagli e di aver pensato a come rimediare, arrivando anche a credere se fosse giusto per Camila avere un altro coach. “So bene, ad esempio, che durante le partite sono molto nervoso. È ovvio che ciò non sia esattamente un aspetto positivo. Ho anche pensato di farmi affiancare a livello di coaching – ha svelato il padre di Camila – L’idea di lavorare insieme a un coach mi è passata per la testa. Ho parlato con alcuni allenatori, come ad esempio Franco Davin, prima che iniziasse la collaborazione con Fognini, ma Camila non ha intenzione di affidarsi ad altri allenatori. È lei la giocatrice, è lei che alla fine deve decidere. Non si fida di nessuno”.

Sergio Giorgi ha poi parlato dei miglioramenti della figlia Camila sotto l’aspetto caratteriale, in particolare nell’approccio alla sconfitta, adesso più maturo rispetto al passato, segno di una componente psicologica più forte. “Mentalmente deve crescere tanto, ma ci stiamo lavorando e i miglioramenti sono evidenti. Un esempio? Negli anni passati non le si poteva parlare il giorno in cui aveva perso e anche in allenamento non riusciva, in quei momenti, a dare il 100%. Adesso il suo atteggiamento è profondamente cambiato in meglio – ha raccontato Sergio Giorgi – La sconfitta non deve mai essere un dramma e finalmente lo sta capendo. Anzi, deve essere sempre un momento di crescita. La sconfitta con la Bacsinszky deve rappresentare un tesoro da cui prendere ispirazione per non commettere più, in futuro, gli stessi errori”.
Interessante infine l’ultima battuta sugli Internazionali di Roma, torneo al quale il team Giorgi non parteciperà: “no, a Roma non veniamo”, ha tagliato corto Papà Sergio, segno che con la FIT i rapporti siano ancora tesi.
