Tennis: Roland Garros, Panatta “io primo a sperare di premiare un altro italiano”

Panatta - come agli Internazionali - premierà il vincitore del major che ha vinto nel ’76

“Adesso sogno di premiare un altro italiano”. Così l’ex campione di Coppa Davis e del Roland Garros, Adriano Panatta, commenta lo slam parigino in corso e che avrà sicuramente un italiano in finale tra Flavio Cobolli e Matteo Arnaldi. Panatta – come agli Internazionali – premierà il vincitore del major che ha vinto nel ’76 e a margine dell’evento ‘Banca Generali – Un Campione per Amico’, giudica così il Roland Garros azzurro in corso: “Dopo l’eliminazione di Sinner avevo detto che avevamo una squadra pronta a fare bene, ma tutto questo non è scontato”. E poi ancora su Cobolli, capace di superare Auger-Aliassime in rimonta: “Fisicamente è molto forte, gli serviva solo continuità. Ormai è un top ten”.

“Con il Roland Garros ho un rapporto sentimentale – prosegue -. Prima tutti mi chiedevano se dopo 50 anni un italiano potesse vincere al Foro ed è successo con Jannik, ora mi domandano lo stesso di Parigi e io sono il primo a sperarci”. Intanto “Un Campione per Amico” – dopo Martina Franca – fa tappa a Bologna, in piazza Piazza VIII Agosto, dove sono presenti anche gli altri ambassador dell’iniziativa: Martin Castrogiovanni, Ciccio Graziani e Maurizia Cacciatori.

“È sempre una grandissima emozione poter attraversare l’Italia da Nord a Sud, incontrare migliaia di bambini, giocare con loro e vedere come si divertono tutti insieme all’aria aperta colorando con i loro sorrisi le più belle piazze italiane. Il nostro obiettivo è anche quello di favorire attraverso il gioco, la condivisione, l’inclusione, l’accoglienza, il rispetto, tutti valori fondanti dello sport ma soprattutto della vita. La scorsa settimana a Martina Franca c’erano oltre mille bambini per questo evento – conclude Panatta, ideatore del progetto -. Oggi circa 250. Ci hanno detto che alcune maestre non se la sentivano di portare i bambini e fargli trascorrere una giornata di sport all’aperto. Peccato. Mi chiedo come si possa togliere ad un bambino la soddisfazione di giocare. Lo sport è importante quanto tante materie che si fanno sui banchi di scuola”. La prossima tappa sarà dopo l’estate, appuntamento il 30 settembre ad Altamura.