La carriera di Roger Federer è stata segnata, nelle sue fasi iniziali, da un doloroso lutto. Il primo agosto 2002, il campione svizzero ha pianto la morte del suo ex coach Peter Carter, deceduto in un incidente. Il rapporto che legava Carter a Federer era molto stretto, a tal punto da essere non solo una guida sportiva ma anche un modello comportamentale capace di influire sull’aspetto umano di quel giovane talento che un domani sarebbe diventato una vera e propria leggenda.
Intervistato ai microfoni della CNN, nonostante siano passati quasi 17 anni, Federer non è riuscito a trattenere le lacrime, scusandosi con l’intervistatrice e lasciandosi andare a delle dichiarazioni commoventi, con la voce rotta dal pianto: “spero che sarebbe stato fiero di me. Per me, la sua scomparsa suonò come una sveglia, tanto che da quel giorno cominciai ad allenarmi duramente“.
Roger Federer’s inspirational former coach died in a car crash on his honeymoon in 2002.
Nearly two decades on, Federer still gets emotional when he talks about Peter Carter.
Our exclusive interview: https://t.co/AJM6UXgt6H pic.twitter.com/g9aiylaKy8
— CNN Sport (@cnnsport) 7 gennaio 2019
