“Ho sempre pensato che sarei tornato e avrei giocato di nuovo. Mi piacerebbe risalire al vertice ma se non dovesse accadere va bene ugualmente, non è la fine del mondo se non lo faccio“. E’ lo spirito con cui l’ex n.1 del mondo Andy Murray torna a giocare dopo 11 mesi e mezzo di stop.

Per lo scozzese il primo banco di prova sarà l’erba del Queen’s prima di Wimbledon dove ha trionfato nel 2013 e nel 2016. “Mi sono allenato bene da un paio di settimane, migliorando giorno dopo giorno. E da una settimana sto giocando dei set, direi sette o otto in tutto, compresi i due disputati venerdì contro Cameron Norrie – spiega Murray alla Bbc – ho voluto aspettare il giorno successivo per vedere come mi sentivo. Mi sono fatto controllare dal mio fisioterapista sabato mattina per essere sicuro di non essermi irrigidito e aver perso ogni tipo di mobilità nel fianco, cosa che può accadere quando sei stanco e l’anca è un po’ ‘arrabbiata’. Non è stato questo il caso, era tutto positivo e ho recuperato abbastanza bene, per cui ho deciso di partecipare al torneo. Non mi aspetto di vincere subito uno Slam -ammette Murray – non inizi a giocare dopo 11 mesi di stop e li vinci, non è così che funziona. Potrebbe essere stato diverso se avessi avuto quattro mesi di duro allenamento e preparazione, ma ci sono stati molti stop e di nuovi inizi per me. Le aspettative sono molto basse in questo momento e rivaluterò i miei obiettivi quando sarò tornato a competere“. (ADNKRONOS)
