Tennis – Il dramma di Monica Seles: “dopo la coltellata mi hanno abbandonato tutti”

Monica Seles ha svelato com'è cambiata la sua vita dopo il triste episodio della coltellata subita ad Amburgo nel 1993: la tennista si  è vista abbandonata da tutti

Monica Seles rappresenta uno dei più grandi rimpianti del mondo del tennis. L’ex n°1 al mondo, seduta sul trono WTA per 178 settimane, con 9 titoli Slam in bacheca, si avviava ad essere una fra le tenniste dominanti negli anni a venire, ma la sua carriera si è fermata ad Amburgo, nel 1993. Il clamoroso episodio che l’ha vista vittima di un’aggressione in campo, con tanto di coltellata alla schiena, l’ha segnata per sempre.

Intervistata ai microfoni del ‘The Telegraph’, Monica Seles ha svelato i risvolti psicologici negativi che tale vicenda ha avuto sulla sua vita e sulla sua carriera: “inizialmente mi allenavo 5-6 ore al giorno ed ero seguita da molte persone. Poi sono spariti tutti. Quando ho smesso di essere VIP ho capito chi fossero i miei veri amici, ho imparato una grande lezione sulla natura umana. Mentalmente e fisicamente é stato molto difficile affrontare l’aggressione. Ero sul mio posto di lavoro, in attesa di iniziare il game, fino a quando non è apparso il mio aggressore. Quella persona non ha mai passato un giorno in prigione; non era mai accaduta una cosa del genere, c’erano molte circostanze insolite”.

Come se non bastasse, Monica Seles ha dovuto affrontare anche dei problemi legati ad un repentino aumento del peso e ai risvolti che il cambiamento del suo fisico ha avuto sulla sua carriera e sulla sua vita: “gli sponsor mi dicevano: ‘mio Dio, ma cosa ti è successo’ . Ma io ero sempre la stessa persona. Non potevo parlare con le altre giocatrici dei miei problemi di sovrappeso. Nascondevo tutto, ma quella era una malattia. Gran parte del mondo del business ha a che fare con il tuo corpo, soprattutto per quanto riguarda gli sponsor. Quando ho guadagnato molto peso, le persone mi guardavano in modo diverso. Ho vissuto una vita molto isolata. All’età di 16 anni avevo intorno a ne molte persone, era una sorta di corporazione. Poi, mi sono ritrovata sola, soprattutto in una generazione dominata dagli uomini. Ho sofferto di una profonda depressione, ma non potevo mostrarlo al mondo esterno, non in un mondo così competitivo”.