Finale di stagione alquanto strano per quanto riguarda il circuito ATP. Nadal e Federer non hanno praticamente mai trovato avversari degni di nota sulla loro strada, se si fa eccezione di Del Potro nei quarati di finale degli US Open per Roger. Il motivo è da ricercare nelle tante assenze per infortunio, in particolare fra i top player: le più pesanti quelle di Djokovic e Murray, entrambi ko post Wimbledon, il primo per un problema al gomito, il secondo per un’anca dolorante. Per entrambi il 2017 è finito in largo anticipo. La domanda adesso è una: con la carta d’identità che segna ’30’ alla voce ‘anni’ e uno stop così lungo, come ritorneranno i due tennisti?
Boris Becker prova ha provato a dare una risposta. L’ex tennista tedesco ha fatto una netta distinzione: se per entrambi è consigliabile applicare il metodo Federer, ovvero ridurre la programmazione, sarà Djokovic ad avere ‘una marcia in più’. “Non dimentichiamoci che dopo la nascita del primo figlio Nole è tornato con nuova energia e ha avuto i suoi due anni migliori e c’è una buona possibilità che possa accadere anche questa volta – ha spiegato Becker che poi parlando di Murray ha detto – Andy ha 30 anni e quindi non può pretendere di averne 20. Il corpo è logorato e devi sapere ora di cosa hai bisogno, di quante partite hai bisogno e quanti allenamenti devi fare per tornare al miglior livello. Federer è stato un esempio nel ridurre la sua programmazione e anche Nadal ha giocato meno lo scorso anno, ma quest’anno ha disputato una stagione completa e quindi forse questo, (nel caso di Murray) è un esempio sbagliato. Anche Novak è fuori e penso che adotterà anche lui un calendario limitato. Ora si tratta di vincere Major e Masters 1000 e avere una posizione alta in classifica“.
