Tennis, Federer si racconta: “vado avanti ancora un po’. Con Nadal sfide storiche!”

Smaltito l'infortunio che lo ha rallentato nelle ultime settimane, Roger Federer sembra aver voglia di riscatto, allontanando ancora di più il ritiro

Talento cristallino, tecnica sublime e colpi da far perdere il fiato. Se dovessimo descrivere Roger Federer, queste sarebbero le prime parole che utilizzeremmo, termini chiari e forti che indicano uno dei giocatori che ha fatto la storia del tennis contemporaneo.

LaPresse/REUTERS
LaPresse/REUTERS

Vittorie e trofei ma anche lacrime e delusioni, c’è tutto nella carriera del tennista svizzero che, dopo un fastidioso infortunio patito nelle ultime settimane, sembra sulla strada della completa guarigione. La sua carriera, però, non è ancora arrivata al capolinea, come sottolinea lo stesso Federer durante un’intervista rilasciata alla Gazzetta dello Sport. “So di non essere eterno, come è normale, e a dire il vero è da quando sono nate le gemelle, sette anni fa, che ho cominciato a interrogarmi sul futuro. Poi però il corpo mi manda segnali positivi, nonostante l’ultimo intoppo, la famiglia mi sostiene alla grande ed è felice di girare il mondo con me. Questi sono i miei baluardi: quando il fisico non reggerà più e a casa si saranno stancati, smetterò. Ma non credo succederà così presto. Io mi diverto ancora molto a giocare, perciò mi vedrete ancora per qualche anno”.

federer-nadal-djokovic-1454672294-800 La vittoria di Monte Carlo ha restituito al tennis un Rafa Nadal tirato a lucido, Federer non si mostra sorpreso da questo ritorno: “assolutamente no. Forse ha sorpreso voi giornalisti, ma non certo noi giocatori. Un ragazzo che ha vinto nove volte a Parigi, nove volte a Montecarlo, che è stato numero uno del mondo per tanto tempo non perde le sue qualità. Forse ci aveva abituato a recuperare più velocemente dagli infortuni, ma io non riesco a concepire un Nadal ad un livello così basso. Sulla terra è ancora uno dei primi due o tre giocatori del mondo”. Adesso l’uomo da battere è Novak Djokovic, con il serbo esiste una rivalità diversa: “Rafa è esploso molto presto, i nostri momenti migliori spesso sono coincisi, alcune nostre partite sono diventate storiche, purtroppo da lui ho anche subito alcune delle sconfitte più dolorose della carriera.

LaPresse/REUTERS
LaPresse/REUTERS

E poi è mancino, mi ha obbligato a trovare soluzioni differenti per contrastarlo. Diciamo che all’inizio Novak era l’uomo che incontravo in semifinale e Nadal l’uomo delle finali, adesso la situazione si è ribaltata anche grazie alla forza di Djokovic. Ma credo che la rivalità con Rafa abbia colpito di più gli appassionati. Slam o Olimpiadi? Non risponderei. E’ impossibile. Gli Slam sono la nostra pratica quotidiana, diciamo così, e non c’è stata vittoria che mi abbia emozionato di più del Roland Garros nel 2009, anche più di Wimbledon, perché l’avevo inseguita così a lungo. Però l’Olimpiade arriva ogni quattro anni, è qualcosa di diverso, rappresenti il tuo paese, conosci atleti di tutto il mondo. Non saprei scegliere, davvero. Vediamo cosa succederà”.