
Andy Murray è tornato a parlare di doping nel tennis in un’intervista al Daily Mail. Il tennista scozzese dichiara di aver avuto sospetti su qualche collega capace di giocare 6 ore di fila senza mostrare il minimo segno di fatica: “ho mai avuto sospetti su qualcuno? Sì. Le cose le senti. Guardando qualcuno giocare match di 6 ore e vedendo che non mostra segnali di stanchezza, la si vede in quel modo.”

Tuttavia Murray, ritornando sul caso Sharapova, ha ammesso come esso sia un progresso perchè ha messo la parola fine alle possibili coperture dei grandi giocatori trovati positivi: “quando qualcuno come Sharapova viene squalificata, lo vedo come qualcosa di positivo. Se succedessero queste cose e non ne sapessimo di questo, sarebbe un grande problema perchè è come se il tennis coprisse i grandi giocatori. Se qualcuno lo fa, il mondo del tennis dovrebbe farlo sapere, ora stanno cambiando le cose. Se qualcuno è sorpreso per un periodo o stanno discutendo di questo o cercano di decidere quale sentenza possa essere assegnata, bene questo il pubblico lo saprà. Perciò non ci saranno silent ban e nessuno dirà che saranno infortunati. Questo è successo con Marin Cilic, quando infortunato si è ritirato da Wimbledon. La gente ha iniziato a parlarne e poi è uscito fuori che aveva fallito un test anti-doping, è questo è terribile. Che sia match fixing o doping, al primo segnale devi impegnarti al massimo per cambiare la situazione e non solo dire ‘Questo è molto raro‘. No, assicurarti che questo non accada di nuovo.”

Murray conclude auspicando che viste le grandi somme di denaro che circolano nel tennis moderno, si possa investire di più nei controlli antidoping: “c‘è così tanto denaro nel tennis ora. Perchè non investire di più nel programma doping? I vincitori prendono £700,000, e il programma antidoping costa alcuni milioni di dollari. Perciò ha molto più senso investire di più nell’ anti-doping e non mettere tutto nei prize money“.
