Tennis, dal Trofeo Avvenire alla finale del Roland Garros: la favola di Jelena Ostapenko

Sei anni fa Jelena Ostapenko vinceva il Trofeo Avvenire, domani si giocherà il Roland Garros contro Simona Halep

Lo chiamano “il torneo che non sbaglia mai un pronostico” e proprio in queste ore, a dimostrarlo ancora una volta, ci sta pensando la 20enne Jelena Ostapenko. La tennista lettone, che ha trionfato a Milano nel 2011, domani si giocherà la finalissima del Roland Garros contro Simona Halep, diventando l’ennesimo caso di campionessa nata sui campi di Via Feltre. Appena sei anni fa, questa ragazzina 14enne si aggirava per il Tennis Club Ambrosiano abbozzando un sorriso, lo sguardo concentrato e la consapevolezza che quel trionfo sarebbe stato un punto di partenza per una carriera straordinaria. D’altra parte, prima di lei, avevano tenuto in mano quel trofeo tenniste come Capriati e Hingis, e altre come Sharapova si erano fermate in finale. Ragazzine destinate a diventare prima donne, e poi campionesse. Perché vincere l’Avvenire significa questo. Significa entrare in una ristretta cerchia di predestinati, chiamati a riscrivere la storia del tennis. E così è stato anche per la Ostapenko: a Parigi, è la più giovane finalista dopo Ana Ivanovic nel 2007, e prima esclusa dalle teste di serie a giocarsi il titolo dopo Jelena Jausovec nel 1983 (guarda caso, un’altra vincitrice dell’Avvenire…). E tutto è partito da Milano, da quel 7-5, 6-2 alla serba Jorovic.  Una favola a cui manca solo il lieto fine.

Tra poche ore, quindi, sapremo se un nuovo socio entrerà nell’esclusivo club di chi ha messo a segno la doppietta Avvenire-Slam. Tra poche ore, oltre alla finale femminile del Roland Garros, partiranno contemporaneamente anche le qualificazioni dell’Avvenire. Tutto nello stesso giorno, un segno del destino. Poi, da lunedì, via al tabellone principale: come sempre, saranno i migliori tennisti under 16 del mondo a si ritrovarsi tutti insieme, al Tennis Club Ambrosiano di Via Feltre a Milano, per inseguire un sogno. Un sogno che si chiama Torneo Avvenire. E dodici mesi dopo il trionfo di Federico Arnaboldi, che quest’anno nella finalissima di sabato 17 consegnerà la coppa al vincitore in un vero e proprio passaggio di consegne, l’Italia sogna uno storico bis nel singolare maschile. Tra le ragazze, invece, la grande speranza è riportare a casa un titolo che manca ormai da 12 anni.

Non sarà facile perché la concorrenza è come sempre spietata, ma la truppa tricolore sarà foltissima: al momento 45 azzurrini già ammessi nei tabelloni principali, e altri 85 pronti a giocarsi un posto attraverso le qualificazioni. Molti gli avversari da tenere d’occhio nel main draw. Tra i ragazzi, spiccano i nomi di Juhas (Serbia), Makk e Sallay (Ungheria) e Caldes (Spagna), tutti e quattro nella top 10 del ranking mondiale under 16. A sfidarli, un’Italia capitanata da Lorenzo Rottoli, n.11 del mondo e quinta testa di serie. Con Rottoli, occhio anche a Maggioli, mentre una curiosità arriva scorrendo l’entry list: in campo ci sarà Gianluca Quinzi, fratellino del più famoso Gianluigi. Tra le ragazze, invece, l’ungherese Zadori (n.20 del mondo) comanda il seeding su Monnet (Francia) e Milovanovic (Serbia), con l’azzurra Sacco subito fuori dal podio delle teste di serie (n.4 del tabellone). Più indietro in classifica le altre ragazze, ma Pigato, Biagianti e Rocchetti possono provare il colpaccio.