Sorteggi Next Gen ATP Finals – Sexy modelle in passerella con i giovani tennisti: la stampa (ipocrita) accusa l’Italia di sessismo, ma lo scandalo dov’è?!

La cerimonia dei sorteggi delle Next Gen ATP Finals, con tanto di modelle, ha fatto molto discutere: la stampa ha attaccato l'Italia, in maniera ipocrita, accusandola di un sessismo che non esiste

Credits: Gazzetta dello Sport

Ieri notte è andata in scena la cerimonia dei sorteggi delle Next Gen ATP Finals, il torneo che, dal 7 all’11 novembre, vedrà scendere in campo a Milano i giovani talenti del tennis ATP. L’evento ha fatto molto discutere, portandosi dietro un’incredibile scia di polemiche. Il motivo? Essendo Milano la location scelta per ospitare il torneo, si è deciso di dare un tocco di colore alla cerimonia del sorteggio. Niente presentazione formale, con tanto di ultra ottantenne ‘presidente di questo’ o ‘capo di quello’, vecchia gloria ormai dimentica, o ottuagenario presentatore pronto ad estrarre i fatidici bussolotti, dividendo gli otto ragazzotti in due gruppi, con tanto di tabellone alle loro spalle, che avrebbe aumentato le dimensioni delle ‘palline da tennis’ degli spettatori a livelli incredibili. Nella capitale della moda si è scelto di dare un’anima fashion all’evento: catwalk con i giovani tennisti che, accompagnati da una modella a testa, hanno sfilato in passerella per poi essere divisi nei due gruppi, dopo che la loro sexy accompagnatrice gli avesse rivelato, in maniera ‘stuzzicante‘ ma non volgare, se fossero capitati nel girone A o B. Una maniera di certo poco consona di affrontare una cerimonia formale, ma che aveva come target un pubblico, nonchè dei giocatori, più fresco e giovanile e che ha pienamente colpito nel segno.

Se non fosse per uno dei più grandi mali della nostra società: il bigottismo. Noi italiani in questo siamo davvero bravi, riusciamo ad indignarci per qualsiasi cosa, a volte ne sentiamo il bisogno. Per una volta che invece dimostriamo un tocco di freschezza e novità, è la stampa estera a giocare al tiro al bersaglio. Il Telegraph ha giudicato la cerimonia sessista e trash, la BBC ha tacciato l’evento di ‘disonore’, il Times ha puntato il dito contro l’uso strumentale del corpo delle modelle. Il tutto approvato, senza battere ciglio, dalla stampa italiana: perchè oltre ad essere bigotti, noi italiani siamo bravissimi anche ad essere pecoroni. L’ATP si è dovuta addirittura scusare, divulgando un comunicato nel quale spiega che:

l’intenzione era quella di omaggiare il retaggio di Milano come fashion capital. Mortificandosi poi per una messa in scena di cattivo gusto e inaccettabile, agurandosi che non si ripeta più nulla di tutto ciò in futuro”.

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Ma precisamente, cosa non si dovrà ‘ripetere più’? Dov’è lo scandalo? Cosa c’è di tanto disonorevole? Nulla. A nostro avviso solo l’ipocrisia di una stampa estera che critica un ‘modello’ di show e spettacolo (nel senso stretto dello svolgimento della cerimonia) che, partito dagli USA, ha contagiato diversi Paesi e che ancora fa fatica ad arrivare proprio nella formalissima Italia, nella quale le cerimonie si svolgono ancora con il vecchieto di turno che estrae le palline, stile tombolata natalizia. La figura della donna poi, è spesso strumentalizzata dallo stesso sport, con ruoli strettamente collegati alle stesse discipline e relegati al ruolo di semplice ‘contorno sexy‘: leggasi cheerleader o ragazze pon pon in NFL o NBA, le ring girl della boxe, o le ombrelline della MotoGp. Figure che non sono nate di certo in Italia. Le modelle (perchè di modelle si parla) avevano solo il compito di dare un tocco di colore a quella che doveva essere una sfilata, e ci sono riuscite. Se dei ragazzi poco più che maggiorenni, si sono trovati a disagio con delle donne che probabilmente avranno vicino nei priveè di tutta Europa e, forse, un giorno addirittura sposeranno, beh non è di certo un problema italiano… come dimostra lo spigliato Quinzi!