Sinner, re di Wimbledon: Zverev battuto in quattro set, il titolo resta nelle mani dell’azzurro

Il numero uno del mondo rimonta il tedesco e conquista per il secondo anno consecutivo il torneo più prestigioso del tennis. È il quinto titolo Slam della sua carriera

LONDRA, 13 luglio 2026 — Jannik Sinner è ancora il re di Wimbledon. Sul Centre Court, nella finale disputata domenica 12 luglio, il campione italiano ha superato Alexander Zverev con il punteggio di 6-7(7), 7-6(2), 6-3, 6-4, al termine di una battaglia durata tre ore e 46 minuti. Con questo successo Sinner difende il titolo conquistato nel 2025, solleva per la seconda volta consecutiva il Challenge Cup e porta a cinque il numero dei suoi trionfi nei tornei del Grande Slam.

La finale è cominciata all’insegna dell’equilibrio. Zverev, reduce dalla vittoria al Roland Garros e alla prima finale della sua carriera a Wimbledon, ha scelto una strategia aggressiva: servizio potente, ricerca costante del diritto e volontà di accorciare gli scambi. Il tedesco ha resistito alla pressione di Sinner e si è aggiudicato il primo set al tie-break, chiuso 9-7.

Per l’italiano è stato il momento più delicato della partita. Sinner, però, non ha modificato il proprio atteggiamento: ha continuato a rispondere vicino alla linea di fondo, ha aumentato la profondità dei colpi e ha progressivamente sottratto tempo all’avversario.

Anche il secondo parziale è arrivato al tie-break, ma questa volta il numero uno del mondo ha preso immediatamente il controllo. Preciso al servizio e implacabile negli scambi da fondo, Sinner si è imposto per 7-2, ristabilendo la parità e cambiando l’inerzia della finale.

Dal terzo set il ritmo imposto dall’azzurro è diventato sempre più difficile da sostenere. Zverev ha provato a mantenere una posizione offensiva, ma una caduta ha condizionato i suoi movimenti e riacutizzato un problema al ginocchio. Sinner ne ha approfittato senza perdere concentrazione: ha ottenuto il break decisivo e ha chiuso il parziale per 6-3.

Nel quarto set l’italiano ha completato l’opera con la consueta lucidità. Un nuovo break gli ha permesso di mettere la finale sui binari preferiti, mentre Zverev, pur continuando a lottare, non è più riuscito a ribaltare il confronto. Sul 6-4, il Centre Court ha celebrato la seconda incoronazione consecutiva di Sinner.

Il successo assume un significato particolare considerando il percorso con cui Sinner era arrivato a Londra. Dopo la sorprendente eliminazione al secondo turno del Roland Garros, l’azzurro aveva scelto una preparazione intensa, rinunciando ai tradizionali tornei di avvicinamento sull’erba e lavorando anche sui campi in cemento. La reazione è stata immediata: sette vittorie a Wimbledon, compreso il netto 6-4, 6-4, 6-4 inflitto a Novak Djokovic in semifinale.

«Questo titolo significa molto, perché dopo Parigi è stato un periodo difficile», ha spiegato Sinner nel dopopartita, sottolineando i sacrifici compiuti per presentarsi nelle migliori condizioni possibili. Durante la premiazione ha ricordato anche l’emozione unica della finale domenicale a Wimbledon e la necessità di non considerare mai scontate occasioni simili.

Cinque Slam e cento vittorie nei Major

La finale ha consegnato a Sinner anche la centesima vittoria in un incontro del Grande Slam. Il suo bilancio nei Major è ora di 100 successi e 22 sconfitte, una percentuale superiore all’80 per cento. Nel suo palmarès figurano gli Australian Open 2024 e 2025, gli US Open 2024 e le edizioni 2025 e 2026 di Wimbledon.

Il trionfo allunga inoltre a dieci la serie di vittorie consecutive dell’italiano contro Zverev. Il tedesco può consolarsi con un torneo di alto livello e con il ritorno al numero due della classifica mondiale, ma ancora una volta si è dovuto arrendere alla continuità e alla capacità di gestione dei momenti decisivi del suo avversario.

Per Sinner, invece, Wimbledon 2026 rappresenta qualcosa di più di una conferma. È la dimostrazione della capacità di reagire a una delusione, adattarsi e tornare immediatamente al vertice. Sul prato più famoso del mondo, il titolo resta nelle sue mani.