Roland Garros – Sognava di fare il calciatore e adesso è in semifinale Slam, la storia di Cecchinato: “negli ultimi mesi ho capito che…”

Da piccolo sognava di fare il calciatore, poi lo zio l’ha convinto a dedicarsi al tennis: adesso Marco Cecchianto è in semifinale del Roland Garros

Probabilmente sarà l’11° Roland Garros di Rafa Nadal, ma l’edizione 2018 dello Slam parigino verrà associata e ricordata nel tempo per l’exploit di Marco Cecchinato. Il tennista palermitano ha sorpreso tutti eliminando giocatori del calibro di Carreno-Busta, Goffin e soprattutto Noavak Djokovic in una semifinale che ha fatto impazzire i fan del tennis di tutto il mondo. E pensare che Marco Cecchinato rischiava di non iniziare nemmeno a giocare a tennis a livello professionistico. Da piccolo infatti sognava di fare il calciatore, come raccontato in un’intervista alla Rosea: “sono stati mio zio e mio cugino a trascinarmi in un campo da tennis. Avevo 7 anni, fino a 12 anni mi dividevo tra tennis e calcio, promettevo bene anche lì. Ero bravino, giocavo in attacco e il mio sogno era di diventare un calciatore famoso. Poi ho dato retta a mio cugino, Francesco Palpacelli, che mi ha convinto a puntare tutto sul tennis. Mi ripeteva sempre che sarei potuto diventare un ottimo tennista e che per fare il salto di qualità sarebbe stato opportuno andare a Caldaro, nell’Accademia di Massimo Sartori, la stessa dove era cresciuto Andreas Seppi. Da quel giorno in poi, tutte le mosse le ho sempre decise io, ma la prima è stata di Francesco che per me è come un fratello”.

Negli ultimi mesi però qualcosa è cambiato. Il ragazzino che aveva il sogno di diventare un grande tennista ha deciso di lavorare ancora più duramente per trasformare quel sogno in realtà Lo stesso Cecchinato ha ammesso: “è successo che sono diventato un giocatore vero. Durante le 4 settimane della preparazione invernale che ho svolto in Spagna, ho capito che qualcosa stava cambiando. In quel periodo ho fatto tutto quello che si poteva fare per migliorare la mia tenuta fisica, per arrivare pronto alla nuova stagione. Poi i match mi hanno aiutato, ho preso fiducia, consapevolezza delle mie potenzialità e mi sono convinto, semplicemente partita dopo partita. Ma dietro ci sta soprattutto il grande lavoro svolto nella preparazione invernale. Qual è l’ultimo ricordo che ho della partita contro Djokovic? Rivedo in continuazione l’ultima risposta del match. Vedo ancora la traiettoria della palla e mi auguro ancora che atterri in campo. E’ stata una grandissima gioia. Ora ho due giorni interi di riposo e credo che siano abbondantemente sufficienti per farmi riprendere le forze e prepararmi al meglio per la sfida con Thiem. Voglio ancora pensare che il mio Roland Garros non sia finito. Con Thiem me la giocherò fino alla fine”.