
“Quello con Novak per me non è un lavoro. È un impegno“, ha esordito così Andre Agassi alle prime domande durante l’incontro con i media allo stand Lavazza, di cui è testimonial. Il nuovo coach di Djokovic è riuscito ad assistere all’incontro fra il serbo e Schwartzman, nonostante la sua presenza non fosse in programma a causa di altri impegni in agenda. La vittoria è arrivata, sotto gli occhi dello stesso Agassi, anche se a fatica. Il primo quesito è dunque obbligatorio: quando saranno visibili i primi risultati del rapporto di lavoro fra i due? “Don’t be surprised. Don’t. Be. Surprised. Non stupitevi se Novak dovesse andare molto avanti già in questo torneo, è una persona speciale. – ha spiegato Agassi – Ho notato i primi effetti della collaborazione due giorni fa. Ho apprezzato la differenza tra il primo match e il successivo. Tra un allenamento e l’altro. C’è un processo completo da portare a termine. Non troppo veloce. Ma ogni giorno va meglio“.

Un processo da portare a termine, con calma, giorno dopo giorno. La crescita di Nole sarà dunque un percorso che andrà avanti settimana dopo settimana. Dichiarazioni in contrasto con l’impegno circoscritto solo al Roland Garros, come si era detto prima del torneo. “Se mi vorrà e se la cosa è realizzabile, darò il 100% per compiere questo sforzo. – ha detto Agassi – Qui l’ho allenato perché era nei miei programmi venire qui. Dovrò andarmene e sa che col mio ritmo di vita non posso essere un coach a tempo pieno, ma sono certo di poterlo aiutare“.

Un rapporto bidirezionale, in questi primi giorni di lavoro ‘faccia a faccia’ Agassi ha insegnato ma ha anche appreso da Nole. “Avevamo già parlato molto al telefono nelle scorse settimane per conoscerci, ma nulla è come vedersi di persona. – ha raccontato Agassi – Ho avuto modo di passare gli ultimi 8-9 giorni al suo fianco, ho dovuto imparare molte cose. Io, non lui. Perché gli insegnamenti servano, prima occorre che sia il maestro a imparare“.

Ma cosa serve esattamente a Djokovic per tornare al top? “Gli servono solo tre cose: ispirazione, informazione e applicazione. Poi potrà fare il resto. Ce la farà, lo merita. – ha sottolineato Agassi – E lo merita perché è un uomo di buona volontà. Dico di più: è il tennis che se lo merita, perché Novak è uno dei più grandi di sempre. Riportarlo al livello più alto è importante per me personalmente. Ma lo faccio per il tennis, prima ancora che per lui“.

