Roger Federer, l’umiltà che lo rende un campione: “non sarei il giocatore che sono se non fosse per Nadal”

Dopo aver ricevuto due premi ai Laureus World Sports Awards, Roger Federer ha speso delle splendide parole per Rafa Nadal

Ieri notte, durante i Laureus World Sports Awards che si sono tenuti a Montecarlo, Roger Federer ha vinto il premio come “Sportivo dell’anno”. E non solo: il campione svizzero è stato premiato anche come “Ritorno dell’anno”, dopo il 2017 strepitoso che si è lasciato alle spalle, al rientro da un brutto infortunio al menisco. All’età di 36 anni, nella scorsa stagione, Roger ha conquistato Australian Open e Wimbledon, fermandosi alla posizione numero 2 in classifica dietro Rafa Nadal. Sorpasso ai danni dello spagnolo avvenuto nel 2018, dopo aver difeso il titolo a Melbourne e aver vinto Rotterdam. Dopo aver ricevuto i premi in questione, a Federer è toccato prendere in mano il microfono per pronunciare il solito discorso di rito. Mai banale, Roger ha ringraziato… Rafa Nadal! L’attuale n°1 al mondo ha spiegato come il continuo dualismo con Nadal, ma anche l’amicizia che li lega fuori dal campo, lo abbia reso realmente ciò che è diventato:

“non sarei il giocatore che sono se non ci fosse stato Nadal. Rafa è un grande atleta, un grande amico e un grande avversario. Ai tifosi piace il nostro dualismo, certo, ma ci sono i rapporti personali: lui che viene a salutare la mia famiglia, io la sua. Sul campo siamo grandi avversari, fuori c’è altro. Io gli ruberei tante altre cose: l’abilità di muoversi sulla terra battuta, la potenza, la voglia di combattere e di resistere agli infortuni, una incredibile forza mentale che gli permette di esaltare tutte le sue qualità e rimediare ai pochissimi punti deboli. Ecco perché è uno dei più grandi di sempre“