Caso Djokovic, tutto già deciso? L’udienza deve ancora iniziare ma il governo ha le idee chiare: “decidiamo noi chi far entrare nel nostro Paese”

Djokovic, potrebbe essere tutto inutile: il governo australiano ha già depositato un documento di 13 pagine in risposta ai legali del serbo

L’udienza che deciderà il destino di Novk Djokovic in Australia inizierà a mezzanotte, ora italiana, ma già trapelano importantissime indiscrezioni. Secondo alcuni giornalisti esteri, infatti, sembra che il giudice abbia già depositato la risposta al documento di appello per l’espulsione del serbo numero 1 al mondo.

Circola infatti il documento completo con il rifiuto del giudice Kelly di rinviare l’udienza. Kelly chiarisce nella sentenza che “non vi è alcuna garanzia di ingresso in Australia per un non cittadino” e che “l’Australia, in quanto paese sovrano, conserva la massima autorità per determinare a chi consente di entrare nel paese“.

“Il governo australiano ha depositato la sua risposta di 13 pagine al documento di appello per l’espulsione di Djokovic: l’udienza inizia a mezzanotte, ora italiana. A mio avviso sono due i punti chiave, ecco quali: “Non esiste una garanzia di ingresso da parte di un non-australiano in Australia”. L’Australia, in quanto paese sovrano, mantiene la massima discrezionalità su chi lascia entrare nel suo paese”, ha comunicato su Twitter Ben Rothenberg, giornalista del New York Times.

Inoltre il govero australiano è pronto ad una battaglia legale: “nella sua conclusione l’Australia chiarisce che, anche se Djokovic avesse successo nel suo ricorso contro la decisione iniziale, conserva il diritto di trattenere nuovamente Djokovic. Quindi una vittoria nel “primo round” per Djokovic, legalmente, potrebbe semplicemente significare l’inizio di un “secondo round””.