Prima faceva del male a se stesso, ora è il ‘guru’ di Djokovic, le verità di Pepe Imaz: “vi svelo chi sono! Il problema di Nole è…”

È uno dei personaggi più chiacchierati del tennis mondiale, la vora nello staff di Djokovic e di professione fa... il 'guru'! Pepe Imaz ha deciso di fare chiarezza, ecco le sue verità

Via Becker, via Vajda, via tutto il resto dello stafftranne uno: l’unico superstite della rivoluzione del team Djokovic è Pepe Imaz, il tanto discusso guru. Fra chi lo ha additato come potenziale causa del crollo del tennista serbo e chi invece crede possa donargli quella sicurezza della quale ha tanto bisogno, il frautore della filosofia ‘Amore e Pace‘ resta fra i personaggi più discussi del tennis mondiale.

Facciamo un po’ di chiarezza sulla sua figura. Innanzitutto più che un vero e proprio guru è una sorta di mental coach, che ha già lavorato con tennisti come Verdasco e Flavia Pennetta, applicando le sue esperienze di vita personali e la sua conoscenza del tennis nel lavoro con i suoi assistiti. Il secondo punto da sfatare è quello che lo ha visto arrivare ‘di colpo’ e sgretolare il team di Nole: se la sua figura è effettivamente salita alla ribalta dei media quando il rapporto con Becker stava per concludersi, quel che non è di certo recente è la conoscenza con Nole. Imaz lavora già con Djokovic da 4 anni! In una recente intervista rilasciata al programma radiofonico Tie-Break, ci ha pensato lo stesso Pepe Imaz a far chiarezza sul suo conto.

Lo spagnolo ha svelato alcuni retroscena del suo passato, per poi spiegare come abbia conosciuto Djokovic e il ruolo che ricopre nello staff del serbo. “Mi facevo del male perchè non arrivavo dove volevo o dove si sperava arrivassi. Mi stavo causando dei danni – ha ammesso Imaz durante l’intervista – La mia forma di crearmi dolore è stata attraverso il cibo. Sono stato bulimico. Pensavo che il cibo potesse riempire il vuoto che avevo dentro. A un certo punto ho capito che rispettare e amare se stessi era l’unica soluzione […] Ho voluto unire le mie competenze nel tennis e ciò che, effettivamente, mi ha aiutato. Ho conosciuto Djokovic tramite suo fratello Marco. Stava passando un momento molto brutto e ho applicato a lui i metodi che hanno aiutato me. Funzionò e subito le cose cambiarono. La sua famiglia era molto contenta e Novak ha voluto sapere cosa ci fosse dietro: ci conosciamo da quattro anni. Io con Djokovic ho solo condiviso la mia esperienza professionale. Non ho nessuna mania di protagonismo nell’aspetto tennistico. Ha giocato per quattro anni senza perdere la sua intensità e la sua energia“.

Imaz ha poi concluso parlando degli attuali problemi di Djokovic in quanto a prestazioni atletiche e poca continuità di vittorie, che nulla hanno a che fare con la sua figura. “Quando ha vinto il Roland Garros, Nole arrivava da sei o sette anni in cui non si è mai fermato. – ha spiegato Imaz – In quel momento non ha rispettato il riposo che avrebbe dovuto prendersi, ma era molto difficile decidere con Wimbledon e i Giochi Olimpici all’orizzonte. Djokovic non ha avuto freschezza a inizio anno, ma è il primo che vuole tornare a vincere. E’ solo un momento in cui il corpo non gli dà sicurezza“.