
A cosa si può attribuire l’aggettivo di leggendario/a? A qualcosa che rappresenta un’impresa unica nel suo genere, a qualcuno che ha compiuto qualcosa di talmente grande da essere ricordato per sempre, del quale verrà scritto e raccontato per diversi anni a venire. Ci sembra dunque la definizione perfetta per descrivere Rafa Nadal: leggenda. Ieri pomeriggio grazie al successo su Wawrinka, il tennista spagnolo si è aggiudicato il suo 10° Roland Garros. Un torneo che completa la clamorosa tripletta di ‘Dècime‘ dopo quelle di Monte-Carlo e Barcellona e che segna il suo ritorno definitivo. Se ad inizio anno solo Federer era riuscito a negargli gli Australian Open (se avesse vinto Rafa avrebbe 16 titoli contro i 17 dello svizzero), sul rosso il ‘Leone di Manacor’ non ha rivali da sempre.

Anche se nella versione 2017 il Rafa Nadal del Roland Garros sembra addirittura il migliore di sempre. Rafa attacca da fondo campo tanto di dritto (strepitoso come sempre) quanto di rovescio, non si limita solo a sfruttare a pieno le sue abilità da grandissimo difensore ma attacca fin dal servizio, nettamente in crescita e quasi paragonabile a quello del 2010 per potenza. Anche a rete gioca un gran tennis chiudendo spesso volèe vincenti. E non si tratta solo di terra rossa: Rafa è un giocatore completo, lo testimonia l’aver vinto uno Slam su ogni superficie e i due ori olimpici in singolo e in doppio.
Il Nadal attuale è frutto di 3 fattori:

1) La sua innata voglia di vincere che gli ha permesso di ritornare dopo l’infortunio al polso, a 31 anni, ad inseguire il sogno della Dècima sfumato per 2 anni di fila tanto da sembrare quasi una maledizione.

2) Il lavoro di Carlos Moya, entrato da un paio di mesi nel suo staff, del quale riportiamo le parole: “quando sono arrivato nel suo staff ho capito che con pochi accorgimenti avremmo rivisto il vero Nadal: Toni ha avuto l’idea di dare più peso alla racchetta, Rafa ha cambiato il modo di nutrirsi per essere più leggero, io gli ho dato un dritto più veloce e allenamenti più corti. La fame di vittoria ha fatto il resto”

3) Il rapporto con lo zio Toni, che lo ha seguito non solo come allenatore ma anche come un secondo padre per tutta la sua carriera e grazie al quale, citando lo stesso Nadal, “altro che 10 Roland Garros, non avrei vinto nemmeno un titolo“.
Con la vittoria di ieri, il ‘nuovo’ Nadal si è riconfermato ancora una volta il ‘vecchio’ Re della Terra Rossa, come capita ormai da 13 anni a questa parte.
Riviviamo, uno per uno, questi 13 anni di passione fra Nadal e il Roland Garros:
Roland Garros 2005: la vittoria contro Puerta – La ‘Primera’. Nel giorno del suo compleanno sconfigge Roger Federer in una splendida semifinale mentre 2 giorni più tardi supera Mariano Puerta e porta a casa il primo Roland Garros della carriera, vinto all’esordio. Prima di lui solo Wilander nell’ 1982 e Agassi nel 1995 avevano vinto uno Slam all’esordio.
Roland Garros 2006: la prima vittoria contro Federer – L’inizio della rivalità con Federer sulla terra rossa. Nella finale dell’11 giugno ad imporsi è Nadal al termine di un match emozionante. I due tennisti si sono divisi i primi due set per 6-1, prima che Nadal accelerasse e vincesse per 6-4 il terzo set. Al quarto set serve il tie-break allo spagnolo per guadagnare il suo secondo Roland Garros.
Roland Garros 2007: il bis contro Federer – Il secondo atto della rivalità. Questa volta Federer parte con un vantaggio psicologico, vista la vittoria ad Amburgo che ha interrotto 81 vittorie consecutive di Nadal sul rosso. Al Roland Garros però non c’è storia: 6-3 / 4-6/ 6-3/ 6-4 e per la terza volta di fila la Coppa dei Moschettieri finisce in mano a Rafa Nadal, unico tennista dopo Borg nell’era Open a raggiungere questo record.
Roland Garros 2008: ancora Federer… ko! – Il terzo atto della sfida contro Federer. Il 2008 fu l’anno del dominio. Prima il 4° Roland Garros (eguagliato il record di Borg campione dal 1978 al 1981) vinto senza perdere nemmeno un set, impreziosito da 6-1/ 6-3/ 6-0 (Federer non subiva un bagel dal 1999) rifilato in finale a Federer. Poi la vittoria del primo Wimbledon in una pazzesca finale vinta per 5-4 ancora contro Federer. Poi l’Oro Olimpico.
Roland Garros 2009: la sconfitta contro Soderling – La prima sconfitta. Il cammino di Nadal si fregia dell’ennesimo record: con la vittoria al terzo turno su lleyton Hewitt, la numero 30 di fila, lo spagnolo supera Chris Evert ferma a quota 29 vittorie consecutive. Ma il torneo si rivela un clamoroso buco nell’acqua: al quarto turno Nadal viene sconfitto da Robin Soderling. Senza Nadal sul suo cammino, Federer vinse finalmente il Roland Garros completando il Career Grand Slam.
Roland Garros 2010: vendetta contro Soderling – L’anno della vendetta. Dopo la cocente eliminazione dell’anno precedente, a separare Nadal dal 5° titolo c’è ancora lo svedese Soderling. Questa volta non c’è storia: 6-4 / 6-2 / 6-4. Rafa si aggiudica il torneo senza lasciare nemmeno un set e grazie al ko di Federer uscito ai quarti contro Soderling riesce a riconquistare la prima posizione nel ranking. In quell’anno vinse il ‘Clay Slam’ vincendo Monte-Carlo, Roma, Madrid e Roland Garros.
Roland Garros 2011: poker contro Federer – Per la prima volta è costretto a giocare un match al quinto set, contro John Isner all’esordio. Sembra un inizio complicato ma Rafa prosegue in scioltezza. Superato l’ostacolo Murray in semifinale (6-4, 7-5, 6-4) per ritrovarsi, nel quarto capitolo della loro rivalità, contro Federer in finale. A trionfare è ancora lo spagnolo in un match complicatissimo: nel primo set Nadal recupera da 2-5 a 7-5, nel secondo vince 7-3 al tie-break mentre perde il terzo 5-7. Nel quarto set Federer crolla e subisce il 6-1 che regala il trofeo a Rafa.
Roland Garros 2012: primo successo contro Djokovic – Rafa gioca un torneo strepitoso arrivando in finale senza concedere alcun set e cedendo solo 35 game. In finale c’è quel Novak Djokovic che nelle 3 finali Slam precedenti ha rifilato 3 sonore sconfitte a Rafa. Ma sulla terra rossa vige la legge del ‘Re’ e Nadal si impone di lunedì (causa pioggia) 6-4, 6-3, 2-6, 7-5. Nadal supera il record di Borg di 6 vittorie, pareggiando Chris Evert, anche lei 7 volte campionessa a Parigi.
Roland Garros 2013: il derby contro Ferrer – Rafa difende da 3 anni di fila il titolo parigino e questa volta non sembra in gran forma. I primi turni vanno via senza brillantezza e in semifinale ritorna l’ostacolo Djokovic: Rafa vince 9-7 al quinto set, dopo 4 ore di battaglia. In finale c’è David Ferrer per un derby tutto spagnolo: 6-3, 6-2, 6-3, il punteggio finale che regala a Rafa l’8° titolo su 9 partecipazione e 59 vittorie sul rosso parigino.
Roland Garros 2014: ancora Djokovic – Dopo aver superato in scioltezza Ginepri, Thiem, Mayer e Lajovic, Rafa ritrova quel Ferrer sconfitto nella finale della scorsa edizione. Il primo set va al valenciano per 6-4 ma Rafa riesce a rimontare non lasciandogli scampo nei 3 set successivi (6-4, 6-0, 6-1). In semifinale liquida Murray in 3 set mentre in finale si ripresenta, per la 42ª volta in carriera, Novak Djokovic. Il serbo si aggiudica 3-6 il primo set ma Rafa viene fuori alla distanza: 7-5, 6-2, 6-4 il punteggio dei 3 set successivi che regalano a Rafa il 14° titolo Slam, eguagliando il record di Pete Sampras.
Roland Garros: 2015 – 2016, il biennio nero – I due anni più brutti. Nel 2015 non riesce a vincere nessun titolo 1000 su terra ma si presenta ugualmente carico al Roland Garros per inseguire il sogno del decimo titolo. Il suo cammino si ferma ai quarti di finale contro Novak Djokovic che lo sconfigge 5-7/ 3-6/ 1-6. Dopo 11 anni Nadal scivola alla 10ª posizione. Nel 2016 invece è costretto a ritirarsi prima del terzo turno, a causa di un problema al polso che gli costringe a saltare anche l’intera stagione su erba.
Roland Garros 2017: la Dècima contro Wawrinka – La vittoria della Dècima, il titolo che gli consegna lo status di leggenda. Gioca un torneo strepitoso, il terzo su dieci vinto senza mai perdere un set. Sbaraglia i vari Paire, Haase, Basilashvili, Bautista Agut, Carreno Busta e Thiem prima di far valere la legge del ‘Re della Terra Rossa‘ anche contro Wawrinka alla sua prima finale persa su 4 giocate. Un successo senza appello maturato in 3 set (2-6, 3-6, 1-6). Rafa si è aggiudicato il 3° torneo su 10 giocati senza lasciare un set e cedendo solo 35 giochi, meglio dei 41 lasciati nel 2008. Prima di lui solo Borg che nel ’78 vinse cedendone 32.








































