
L’inizio del Miami Open ha portato con sè la primavera e i primi fastidi di stagione. Fra uno starnuto e l’altro, i big del tennis hanno sviluppato anche un particolare allergia alle… vittorie. Analizzando il tabellone ATP del Miami Open si nota subito l’assenza di un vero e proprio favorito. Con Nadal fuori per infortunio, Roger Federer aveva dato l’impressione di essere lanciato verso la finale senza troppi problemi. Il ko nell’ultimo atto di Indian Wells sembrava un semplice incidente di percorso, ma ci ha pensato Kokkinakis a fare scattare un roboante campanello d’allarme: Federer ancora ko al tie-break del terzo set, per la seconda volta in due settimane. Da lunedì non sarà nemmeno numero 1 e starà fermo fino alla stagione su erba dandosi il cambio con il rientrante Nadal. Chi fa ancora fatica a ritornare è Novak Djokovic, ko ancora una volta all’esordio (contro Paire), come già accaduto ad Indian Wells. Nole ha dato l’impressione di essere ancora distante dalla migliore condizione, fa fatica a recuperare il ritmo partita e non sembra ancora in grado di affrontare match lunghi e avversari di livello. Il vuoto di potere lasciato dai big lascia spazio a giovani ed underdog.

Nel primo gruppo rientrano lo stesso Kokkinakis, Shapovalov, Tiafoe, Kachanov e Chung, ma anche Borna Coric che sembra essersi definitivamente liberato dagli infortuni. Senza dimenticarci di Zverev e Kyrgios che qualcuno fatica ad inserire fra i giovani, vista la loro esperienza, ma che hanno rispettivamente 20 e 22 anni. Il primo cerca di ritrovare la continuità dei risultati che è venuta a mancare dal successo a Roma, il secondo fa a pugni con i suoi soliti demoni caratteriali.

Sotto la categoria underdog rientrano infine quei giocatori under 30 che fin troppo spesso sono stati costretti ad arrendersi ai top player nelle fasi decisive dei tornei. Uno dei più in forma è Del Potro che sta pensando ad una stuzzicante doppietta americana dopo aver battuto Federer nella finale di Indian Wells la scorsa domenica. Si confermano ad un buon livello Dimitrov e Cilic, mentre stanno recuperando pian piano la loro miglior condizione fisica Raonic e Nishikori, entrambi al rientro nel 2018 dopo due brutti infortuni.

Archiviato il capitolo ATP, passiamo al circuito femminile. Da un anno a questa parte il tennis femminile ci ha già abituato a continue sorprese: le parole ‘favorita‘ e ‘continuità‘ sembrano essere sparite dal vocabolario del tennis WTA. Condizione che dura da quando Serena Williams si è presa un anno di pausa per la nascita della sua prima figlia. Per la tennista americana vale un po’ lo stesso discorso di Djokovic: bene in allenamento, ma ancora lontana dalla migliore condizione fisica, problema che si riflette nei match ufficiali e le è costato il ko al primo turno contro Osaka. Al vertice del ranking femminile continua il dualismo Halep-Wozniacki, ma a suon di sconfitte. Dopo il successo negli Australian Open la Wozniacki non riesce più a vincere (ko al secondo turno contro Puig) e la Halep non riesce ad avere continuità (battuta da Radwanska al terzo turno), caratteristica essenziale che non ne giustifica lo status da numero 1.

Muguruza e Pliskova possono giocarsi delle chance importanti, ma entrambe devono lavorare molto sul piano della continuità: la spagnola è la più riposata del tabellone, avendo usufruito di un bye e di un ritiro nei primi 3 turni, fattore che dovrà sicuramente darle una spinta in più per le fasi finali; la tennista ceca invece ha dimostrato qualche disattenzione di troppo contro Hsieh che ne ha evidenziato ancora i limiti caratteriali che non la fanno gravitare stabilmente nelle posizioni che il suo talento meriterebbe.

In mezzo a tanti dubbi c’è chi si affida all’esperienza e al duro lavoro. Ne sono l’esempio perfetto Angelique Kerber, una delle tenniste più in forma del 2018 dopo l’anno horror vissuto da numero 1, ma anche l’eterna Venus Williams che ha raccolto meno di quanto avrebbe meritato, fermandosi troppo spesso nelle fasi finali di diversi tornei. Ultimo appunto verso mamma Azarenka. Vika ha definito ‘tornare numero 1‘ il suo obiettivo principale: il talento non le manca, la sua assenza è stata per cause legali e non per infortuni e, con la testa finalmente libera da altre distrazoni, potrebbe essere lei quella ad uscire da Miami con le migliori speranze per il futuro.
