Dall’infortunio alla popolarità, Berrettini a 360 gradi: “saltare Roma è terribile, ma trasformerò quelle energie negative in cattiveria agonistica”

Matteo Berrettini si racconta, dall'infortunio al recupero, fino alla popolarità acquisita con i suoi risultati in campo

Matteo Berrettini sta lavorando sodo per poter tornare in campo il prima possibile. In attesa del suo rientro sui campi da tennis, il tennista romano è stato presente al talk milanese organizzato dalla Red Bull, durante il quale ha affrontato diversi temi, dall’infortunio ai progetti futuri.

“Ho avvertito un dolore sopra il mignolo giocando un rovescio appena prima di Indian Wells. Pensavo a un’infiammazione e invece era la lesione di un piccolo inserto che tiene fermo il tendine del dito: in pratica, ogni volta che colpivo di rovescio il tendine si spostava. Ecco la ragione dell’intervento. Il recupero è nei tempi, ma non ho ancora preso in mano una racchetta. Dunque per Parigi è più no che sì: ci andrò solo se sarò in condizione di arrivare in fondo“, ha affermato Berrettini.

Mentalmente non è stata una pausa facile e saltare Roma è terribile. Trasformerò quelle energie negative in cattiveria agonistica. Ma non mi metto fretta, al limite ricomincerò dall’erba. Wimbledon resta il mio sogno e un giorno vorrò vincerlo, ma quest’anno ci arriverò con poche partite. È più realistico immaginare un bel percorso sul cemento americano, nei Masters 1000 in Canada e a Cincinnati e poi agli Us Open. Senza dimenticare la Davis: siamo fortissimi e possiamo vincerla“, ha aggiunto il romano.

Se due anni fa mi avessero detto che sarei stato riconosciuto per strada li avrei presi per pazzi. Ma la cosa che mi fa più piacere è essere d’esempio per i bambini, oppure ricevere lettere di persone che dicono di ispirarsi a me e ai miei comportamenti. In ogni caso, quando mi sveglio al mattino non penso alla popolarità, ma a come battere Nadal e Djokovic“, ha continuato ancora.