Madison Brengle porta ITF e WTA in tribunale, l’accusa shock: “io bullizzata durante un controllo antidoping”

Madison Brengle ha intentato una causa milionaria contro WTA, ITF e International Doping Test e Management a causa di alcuni atti di 'bullismo' avvenuti durante dei controlli antidoping

Dopo una stagione con più ombre che luci, Madison Brangle é tornata a far parlare di sé, ma per questioni extra sportive. La tennista americana ha denunciato WTA ITF e Doping Test e Management (agenzia svedese che ha il compito di effettuare ptelievi e analisi del sangue per conto dell’associazione del tennis femminile). L’accusa sarebbe quella di aver costretto la tennista ad effettuare un prelievo di sangue ‘standard’ (con l’ago in vena) ignorando deliberatamente la Complex Regional Pain Syndrome Type I della quale soffre la tennista. Tale malattia causa estremo dolore, gonfiore, intorpidimento e lividi nella zona in cui viene effettuato il prelievo. Brangle avrebbe dovuto sottoporsi al prelievo tramite una puntura sul polpastrello di un dito della mano. La tennista però ha reso noto, tramite un comunciato emesso dal suo studio legale, che:

“le autorità si sono rifiutate di fornire un sistema alternativo o un sostegno medico e che i test (eseguiti con il metodo standard) l’hanno costretta a ritirarsi dai tornei e le hanno causato gonfiore e debolezza permanenti nella mano e nel braccio dominante”

Accuse alquanto gravi, alle quali la tennista ha allegato l’episodio degli US Open 2016 nei quali i test avrebbero costretto la tennista ad un ritiro forzato nella gara del primo turno. I diversi controlli eseguiti con lo stesso metodo non hanno inferto solo dolore fisico alla Brangle, ma anche emotivo. La tennista ha inoltre definito “bullismo” il modo in cui, durante certi test antidoping, gli addetti si rivolgono agli atleti:

“porto avanti questa battaglia per far capire a chi controlla lo sport che amo che i giocatori non sono merce e vanno trattati con rispetto e dignità. Devono avere voce in capitolo su argomenti come salute e sicurezza”

Madison Brangle avrebbe richiesto circa 10 milioni come risarcimento.