Per anni Nick Kyrgios ha rappresentato una delle voci più critiche nei confronti di Jannik Sinner. Ogni sviluppo del caso Clostebol era diventato per l’australiano un’occasione per tornare sull’argomento, contestando pubblicamente la gestione delle vicende antidoping nel tennis e riservando parole molto dure non soltanto all’italiano, ma anche a Iga Swiatek.
Per questo hanno fatto particolarmente rumore le dichiarazioni pronunciate nelle ultime ore dal 31enne di Canberra. Questa volta niente accuse, provocazioni o frecciate. Al contrario, Kyrgios ha descritto Sinner come uno dei giocatori tecnicamente più completi della sua generazione, arrivando addirittura a immaginare per lui un posto tra i più grandi della storia del tennis.
Un cambio di registro netto, arrivato in un momento molto particolare della carriera dello stesso Kyrgios.
Nel giugno 2026 Kyrgios è risultato positivo alla benzoilecgonina, un metabolita della cocaina, in seguito a un controllo effettuato durante il torneo ATP di Maiorca. Il campione era stato prelevato il 22 giugno e successivamente analizzato da un laboratorio accreditato dalla WADA.
La sospensione provvisoria era scattata il 4 agosto 2026. Durante il confronto con gli investigatori dell’International Tennis Integrity Agency, l’australiano aveva spiegato di aver assunto cocaina durante una serata in un contesto sociale, prima del torneo, e non con l’obiettivo di migliorare le proprie prestazioni sportive.
La versione è stata sottoposta alla valutazione di un esperto scientifico indipendente di un laboratorio accreditato WADA, che l’ha giudicata compatibile con la concentrazione rilevata nel campione. L’ITIA ha quindi accettato che l’assunzione fosse avvenuta fuori competizione.
È un dettaglio importante per comprendere la durata della squalifica. Secondo le norme antidoping applicabili alle cosiddette “substances of abuse”, la sospensione standard in un caso di questo genere è di tre mesi, ma può essere ridotta a un mese qualora l’atleta aderisca a un programma di trattamento approvato dall’ITIA.
Kyrgios ha accettato di seguire il programma e la sospensione si è quindi conclusa il 3 settembre 2026. L’australiano ha inoltre perso i punti e il montepremi ottenuti a Maiorca.
Da quel momento è formalmente libero di tornare a competere, anche se al momento non sono arrivati annunci definitivi su un suo rientro stabile nel circuito.
La vicenda ha inevitabilmente riacceso sui social il dibattito sulle dichiarazioni pronunciate da Kyrgios negli anni precedenti.
Alla fine del 2024, commentando i casi di Sinner e Swiatek, l’australiano era stato durissimo. Aveva definito la gestione delle vicende antidoping “disgustosa per il nostro sport” e aveva sostenuto che l’integrità del tennis si trovasse in una situazione molto negativa.
Su Sinner, in particolare, Kyrgios aveva contestato più volte il trattamento ricevuto dalle autorità, pur riconoscendo le qualità sportive dell’azzurro. Le sue prese di posizione avevano alimentato per mesi una delle polemiche più accese del circuito.
È proprio questo passato a rendere ancora più significativo ciò che è accaduto durante una recente sessione di domande e risposte su Instagram.
A un follower che gli chiedeva un giudizio sul tennis di Sinner, Kyrgios ha risposto entrando sorprendentemente nel dettaglio tecnico e mettendo da parte qualsiasi riferimento alle vecchie polemiche.
“È uno dei migliori colpitori di palla che il tennis abbia mai visto. Una vera macchina da fondo campo, capace di trasformare la difesa in attacco con qualsiasi colpo. L’unico vero punto debole era il servizio, che non gli permetteva di ottenere moltissimi punti gratuiti. Ora però ha migliorato anche questo aspetto ed è diventato uno dei migliori battitori di servizio di precisione del circuito”, ha spiegato l’australiano.
Una lettura che fotografa bene l’evoluzione tecnica di Sinner. Negli ultimi anni l’azzurro ha infatti progressivamente completato il proprio tennis, diventando più efficace non soltanto negli scambi da fondo ma anche nella gestione dei punti brevi e delle situazioni offensive.
Kyrgios ha insistito proprio su questo aspetto: “È difficile da attaccare. Il gioco di volo non era naturale come quello di alcuni dei migliori giocatori, ma ha lavorato molto sul gioco di transizione ed è ormai a suo agio anche quando avanza verso la rete. Si muove molto bene per essere un giocatore sorprendentemente alto”.
È però la conclusione del ragionamento ad aver attirato maggiormente l’attenzione.
“Con il passare del tempo, molto probabilmente verrà ricordato come uno dei GOAT, cioè uno dei più grandi di sempre”, ha affermato Kyrgios.
Parole che assumono un peso particolare proprio perché arrivano da un giocatore che per lungo tempo non aveva nascosto la propria ostilità nei confronti dell’italiano sul tema antidoping.
Non significa necessariamente che Kyrgios abbia cambiato opinione sulle vicende extra-campo che aveva contestato in passato. La sua risposta riguardava soprattutto il valore tecnico di Sinner. Ma il tono appare comunque profondamente diverso.
Questa volta l’australiano non ha cercato la provocazione. Ha analizzato il tennis dell’azzurro quasi da osservatore privilegiato, sottolineandone evoluzione, completezza e capacità di migliorare gli aspetti che un tempo potevano rappresentare dei limiti.
Ed è forse proprio questo il passaggio più interessante: al di là delle polemiche, persino uno dei suoi critici più rumorosi sembra ormai riconoscere quanto sia diventato difficile discutere il valore sportivo raggiunto da Jannik Sinner.
