Internazionali d’Italia – Murray zen, la filosofia che spazza via le critiche: “sconfitte e pressione? Ecco cosa dico! E su Roma…”

Andy Murray ha commentato il suo momento particolarmente complicato, spiegando a cosa sia dovuto il suo calo fisico: lo scozzese ha poi rivolto il pensiero al bis negli Internazionali d'Italia

LaPresse/Reuters
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Internazionali d’Italia: Murray non sente la pressione – Arriva a Roma da numero 1 del ranking ATP ma in un 2017 orribile. Andy Murray quest’anno sembra la copia sbiadita della macchina di vittorie ammirata nella seconda metà della scorsa stagione, quella nella quale anche un cyborg come Novak Djokovic è tornato umano, venendo addirittura spodestato dal trono ATP. Lo scozzese arriva a Roma con una forte pressione addosso, quella di confermare il suo status di leader del circuito maschile, messo in discussione dai passi falsi dei primi tornei. Murray comunque non sembra mostrare grandi preoccupazioni, spiegando di non pensare nè alla classifica, nè di sentire un’eccessiva pressione nell’essere il numero 1.

LaPresse/Xinhua
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Sinceramente, non sto pensando alla classi?ca e non avverto particolari pressioni extra quando scendo in campo. Certo, quando ti battono e sei numero uno del mondo il botto fa più rumore e per i media diventa una notizia più importante. – ha dichiarato Murray in una recente intervista a La Gazzetta – Sembra che ogni volta che perdi non sia più soltanto una semplice sorpresa, ma qualcosa di molto pi grande. Rimani al vertice solo se vinci le partite, quindi l’obiettivo è di perdere il meno possibile. Mantenere il primato in classifica sarà una lotta, e a me piace lottare, partendo dal presupposto che l’anno scorso, da Wimbledon in poi, per arrivare a essere il numero uno ho messo insieme la più lunga striscia vincente della mia carriera. Ovviamente spero di ripetermi, ma la fuori la competizione è molto dura“.

LaPresse/PA
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Internazionali d’Italia: Murray non sente la pressione – Per quanto riguarda le sconfitte, Murray non ne fa una tragedia: era già successo in passato di iniziare male la stagione e poi giocare sulla terra rossa è sempre complicato. Da campione in carica a Roma però, l’obiettivo è fare il bis, dando magari un nuovo slancio alla sua annata complicata. “Era già successo negli anni scorsi che perdessi ai primi turni di Indian Wells e di Montecarlo, non credo proprio dipenda dalla pressione di essere numero uno. La stagione sulla terra sicuramente non è cominciata come mi aspettavo, ma tutto l’anno è stato un po’ strano, particolare, con qualche acciacco di troppo. Spero di essermi lasciato il peggio alle spalle e di arrivare a Roma nella condizione dell’anno scorso – ha spiegato Murray – Penso di aver cominciato a giocare meglio sulla terra dal 2015 e il successo a Roma è stato solo il perfezionamento di quel percorso. Sembra strano dirlo per uno che da ragazzo si è formato sul rosso dei campi spagnoli, ma all’inizio facevo fatica a muovermi con profitto sulla superficie. La terra è davvero un mondo a parte, innanzitutto perché richiede al fisico maggiori sforzi visto che difficilmente risolvi uno scambio in pochi colpi. Perchiò devi possedere una grande resistenza, unita alla pazienza di costruire il punto con una strategia a lungo termine, senza metterti troppa fretta“.