Internazionali d’Italia – Date una wild card a Francesca Schiavone: meglio il ruggito di una Leonessa che il grugnito di una dopata

Il direttore degli Internazionali d'Italia ha deciso di non assegnare una wild card a Francesca Schiavone, per giunta nell'ultimo anno della sua carriera, preferendole Maria Sharapova: riconoscenza, questa sconosciuta...

LaPresse/Alfredo Falcone
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Internazionali d’Italia, Francesca Schiavone senza wild card: la storia – Ci risiamo. Lo sport italiano l’ha fatta grossa, ancora una volta. Oggi tocca al tennis, precisamente agli Internazionali d’Italia, uno dei tornei più importanti del panorama mondiale, un Master 1000 che rende orgoglioso il nostro Paese, uno fra i tornei più apprezzati per servizi, cibo e pubblico ha deciso di farsi odiare. Il motivo? Non concedere una wild card a Francesca Schiavone. Esatto. In quello che è il torneo più importante d’Italia, non potrà prendere parte una delle giocatrici che ha fatto la storia del tennis tricolore, per giunta nell’ultimo anno della sua carriera. Niente saluto al pubblico di casa, niente passerella d’onore.

Tanti-auguri-Francesca-Schiavone!-img9189_668Niente di niente per Francesca, la cui unica colpa è non avere una posizione di classifica tale da potersi permettere il main draw nè alle qualificazioni. Di riconoscenza neanche l’ombra. Largo ai giovani, così giustifica la scelta Sergio Palmieri, direttore del torneo: “le abbiamo dato wild-card sempre, adesso a 36 anni è ora di lasciar giocare un po’ le giovani e non credo che abbia comunque intenzione di giocare le pre-qualificazioni”. Una tennista italiana che può vantare in bacheca un Roland Garros, dovrebbe abbassarsi a fare le prequalificazioni. Follia.

LaPresse/Reuters
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Internazionali d’Italia, Francesca Schiavone senza wild card: il caso Sharapova – A chi andranno dunque le wild card a disposizione? Una per Sara Errani, giustificabile: la romagnola non sta vivendo un grande momento di forma e, uscita recentemente dalla top 100, potrà rilanciarsi davanti al pubblico azzurro. L’altra? Maria Sharapova. Ecco il tasto dolente. Parliamo di una tennista che porta in dote una fama neanche paragonabile a quella di metà delle partecipanti. Vero. Parliamo anche però di una tennista squalificata per doping fino al 25 aprile, che non ha ranking, che al di fuori di ogni scusa e giustificazione, è stata giudicata ‘DOPATA’ dal sistema tennis mondiale. L’Italia la preferisce comunque ad un esempio di duro lavoro, talento e storia ‘made in Italy’.

LaPresse/Spada
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Internazionali d’Italia, Francesca Schiavone senza wild card: esterofilia – La classica esterofilia tanto cara allo sport del Bel Paese. Quello che, in Champions League, tifa Barcellona contro la Juventus e non gode della lezione impartita dai bianconeri al grande Messi e compagni; quello che si accorge di avere talenti nel basket solo quando vanno all’estero, Gallinari, Datome, Belinelli su tutti; quello che nel ciclismo accetta di vedere al Giro d’Italia del Centenario la Gazprom RusVelo (Russia) e CCC Sprandi (Polonia) al posto delle italiane Nippo Vini Fantini e Androni Sidermec.

pantaniInternazionali d’Italia, Francesca Schiavone senza wild card: dopati di serie A e dopati di serie B – Il ciclismo a dirla tutta meriterebbe un capitolo a parte, che si lega però perfettamente al nostro discorso. L’Italia ha preferito in passato condannare Pantani senza prove verificate (inventate se preferite), nel corso di una situazione fumosa, piena di lacune, mettendo in croce uno dei ciclisti italiani più importanti di sempre pur di soddisfare l’italico desiderio di colpevolizzare qualcuno che intanto, era intento a rendere grande l’Italia nel suo sport.

Maria-Sharapova4La stessa Italia che poi difende a spada tratta, quasi fosse un dovere, Maria Sharapova, affascinata dalla sua bellezza, sedotta dal suo sex appeal, raggirata da quel ‘mea culpa’ in piazza (in hotel, ndr… lussuoso, ndr2) realizzato ad arte per salvare l’immagine della tennista, dopata, ma non come gli altri. Dopata, con prove, ma meno dopata di altri. Marco perdonali

schiavone2Internazionali d’Italia, Francesca Schiavone senza wild card: ruggiti e grugniti – Tornando al caso wild card, si preferisce avere una tennista che genera un introito economico di livello, capace anche di far dimenticare tutto il resto, piuttosto che regalare il giusto tributo ad una donna esaltata nel 2010, quando fra le sue braccia coccolava il trofeo del Roland Garros, ma umiliata adesso ad un passo dal suo ritiro. Purtroppo le logiche di marketing la fanno ancora una volta da padrone, ma noi restiamo della nostra idea: meglio il ruggito d’addio della Leonessa che il grugnito milionario della Sharapova.