Smorfia di dolore, il viso che incarna l’amara delusione di un’occasione persa, il gesto di stizza di un giocatore sempre misurato nelle sue reazioni. Rafa Nadal ha lasciato così la Rod Laver Arena di Melbourne, costretto a ritirarsi dai quarti di finale degli Australian Open a causa di un problema alla gamba. Il campione spagnolo si è presentato successivamente all’incontro con i media, deluso e anche un po’ arrabbiato. Queste le sue parole:
“questi sono tempi complicati, non è la prima volta che mi sono infortunato in questo torneo. L’opportunità di oggi è svanita per me, ma sono una persona molto positiva e so che devo andare avanti, ma la tristezza che ho adesso dentro è davvero forte, perché è difficile accettare che non ho potuto dare il meglio in campo. Odio ritirarmi dalle partite, ma non potevo muovermi, la mia gamba era totalmente bloccata, e quando sono così è impossibile lottare per la vittoria. Non riesco a ricordare quando ho iniziato a sentire dolore, ma mi sentivo la fatica muscolare nel terzo set, successivamente ho fatto un movimento e ho avvertito un forte dolore muscolare. In quel momento ho capito che era serio e che non potevo essere al 100%, ecco che ho chiamato il fisioterapista prima del 4-1. Non posso dire esattamente quello che sia successo, ma so che riguarda la parte alta della coscia. Non si tratta più del ginocchio. Grazie a Dio il mio ginocchio sta bene, ma ora i problemi sono dall’altra parte. Domani, dopo la risonanza magnetica comunicherò la lesione e la sua portata, perché ora né i medici né io lo sappiamo e non voglio dirvi inesattezze, faremo sapere appena possibile. Siamo in un momento in cui ci sono molti giocatori di tennis infortunati e penso che gli organizzatori nel circuito dovrebbero pensare meglio alla salute dei giocatori, poiché finiamo la maggior parte delle stagioni con troppa fatica e stress e così mettiamo in pericolo la nostra salute. C’è vita al di là del tennis e non possiamo giocare così tanto e soprattutto su queste superfici. Penso che il problema primario di questa faccenda sia il gioco su queste superfici dure”.

