Infortunio Djokovic – Gli impegni di Agassi e i problemi di Ancic: Nole ‘abbandonato’ nel momento del bisogno

Djokovic dovrà seguire un lungo periodo di riabilitazione dopo l'infortunio, a quanto pare, senza il supporto di Agassi e Ancic

Qualche mese fa, dopo aver interrotto i rapporti professionali con Vajda e Becker, Djokovic ha deciso di ‘rivoluzionare’ il proprio staff. Via i due storici collaboratori, con il solo Pepe Imaz rimasto in squadra, Djokovic si è affidato ad una leggenda del calibro di Agassi. L’ex tennista statunitense lo ha aiutato nelle ultime settimane a livello psicologico, lavorando sulla concentrazione e sulla solidità mentale, riscontrando anche ottimi risultati. L’unico difetto di questa collaborazione è ‘l’occasionalità’: a causa degli impegni di Agassi, i due non riescono a lavorare giorno dopo giorno in maniera continuativa.

Per questo motivo Djokovic si è rivolto all’amico Mario Ancic, assunto nelle ultime settimane come coach ‘giornaliero’. Anche qui però qualcosa è andato storto: Ancic si è ritrovato a dover gestire il suo tempo fra collaborazione con Djokovic e il suo lavoro a Wall Street, risultando incapace di poter seguire l’ex n°1 al mondo a livello giornaliero.

Sia Agassi che Ancic (che aveva in programma la sfida fra le vecchie glorie, ndr) hanno assistito Djokovic a Wimbledon, torneo dal quale Nole ha dovuto dare forfait per un problema all’avambraccio. I due coach difficilmente potranno seguirlo con continuità durante la riabilitazione post infortunio. Se Agassi aveva già messo le cose in chiaro da tempo, le parole di Ancic fanno storcere il naso: l’ex tennista croato ha spiegato di non poter rinunciare al suo lavoro per seguire Nole, a meno che non accetti di curarsi negli USA.

Novak è un grande uomo e atleta, e se si è ritirato dai quarti di Wimbledon è perché il dolore era enorme – ha spiegato Ancic a Sport Klub – È stato triste perché giocava bene e si sentiva alla grande sul campo. Rispetto allo scorso anno ora i problemi sono maggiori, e non aver continuato è stata una buona decisione. Ora la ‘domanda da un milione di dollari’ è come risolvere il problema. È questo l’obiettivo primario, in quale direzione andrà e cosa diranno i medici. Nole sa già che io lunedì sarò di nuovo a Wall Street, e sa anche che questa è la strada che seguirò. Molti si chiedono se la nostra collaborazione continuerà, ma il lavoro che ho mi limita dal viaggiare. Ne abbiamo parlato, se il trattamento andrà fatto negli Stati Uniti, ci possiamo incontrare e posso sostenerlo, io ci sarò sempre per lui, ma non è che posso stare con lui il lunedì tutto il giorno. C’è un grande rapporto tra di noi, Novak crede in me e mi sono trovato bene sia con lui che con Andre. Abbiamo le stesse idee e non c’è un ordine di gerarchie tra noi”.