L’anno di Matteo Berrettini è stato altalenante, grandi traguardi raggiunti ma anche qualche infortunio di troppo. La stagione è iniziata con lo stop in Australia e chiuso con le lacrime della Atp Finals di Torino, in mezzo due tornei vinti e la storica finale di Wimbledon. Il tennista italiano si conferma in Top 10 e secondo le statistiche Atp è il giocatore che serve meglio sotto pressione.
Berrettini, in un’intervista a ‘La Gazzetta dello Sport’ ha aggiornato sulla sua condizione fisica. “Sono guarito, l’infortunio per fortuna si è risolto piuttosto in fretta e ho potuto allenarmi molto bene durante queste settimane di pausa. Conosco il mio corpo, so che quando accadono cose del genere vuol dirmi che sono arrivato al limite: del resto noi giochiamo 11 mesi all’anno in giro per il mondo”.
Sul suo modo di giocare: “dovrò presentarmi a rete con più frequenza, dovrò essere più “verticale”, rendere più efficace la risposta al servizio, in particolare con il rovescio. E anche la battuta, per continuare a rimanere un punto di forza, deve essere lavorata nel modo giusto”.
“Voglio partire subito aggressivo sul cemento, prima in Australia e poi nei Masters 1000 americani, perché è la superficie dove posso esprimermi meglio. Ma per l’anno prossimo ho anche un altro desiderio: andare più avanti possibile al Roland Garros”.
Su Sinner e Alcaraz: “Jannik è già top ten, ha avuto una stagione impressionante, quando ti alleni con lui ti rendi conto che è fatto di una pasta diversa. Alcaraz negli ultimi tre mesi della stagione è stato fantastico, è fortissimo e allenato benissimo. Ma adesso viene il difficile: confermarsi a quei livelli per tutto l’anno”.
